A Torino l’Omaggio a Gae Aulenti A Torino l’Omaggio a Gae Aulenti
Architettura

A Torino l’Omaggio a Gae Aulenti

Scritto da Redazione |

22 Giugno 2016

Omaggio a Gae Aulenti. Quattro parole che non sono soltanto il titolo della mostra allestita a Torino, presso la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli e visitabile fino al 28 agosto 2016. Sono anche il manifesto di un tributo portato giustamente e doverosamente alla donna, all’artista, all’architetto, all’esploratrice di mondi, alla nomade degli spazi, all’appassionata di bellezza che fu, in ogni sfumatura della sua vita, Gae Aulenti.

 

La retrospettiva, curata con amore e ammirazione dalla nipote Nina Artioli, è un percorso attraverso le opere, gli incontri, gli spazi che hanno segnato l’esistenza di uno degli architetti più grandi del XX secolo, a partire dal luogo simbolo della sua forza creativa, la casa studio di Brera, a Milano, da lei stessa ristrutturata nel 1974 e oggi diventata la sede dell’Archivio Gae Aulenti, punto di riferimento imprescindibile per chi voglia conoscere meglio il pensiero e il lavoro di “quell’attenta signora dall’allure quasi di campagna e dalla mente solidamente da ingegnere”, come ne parlava Arbasino.

 

Un’esposizione che, tra testimonianze di progetti e scatti privati, assomiglia al racconto di un viaggio, in cui ogni sala rappresenta una tappa lungo un itinerario culturale, professionale e umano, fatto di progetti lontanissimi tra loro, eppure tutti così vicini e simili in quel sospiro di futuro che li accomunava.

 

Così, sarà possibile osservare da vicino le opere di design che hanno fatto la storia della progettazione, come le lampade create per Martinelli Luce; visitare gli allestimenti da lei ideati per locali privati o per grandi mostre, come la celeberrima “Italy: The New Domestic Landascape”, organizzata al MOMA di New York nel 1972; andare virtualmente a teatro, laddove il sodalizio tra Aulenti e Luca Ronconi generò spettacoli dalle scenografie strabilianti; passeggiare per musei, come il parigino Musée d’Orsay e Palazzo Grassi, da lei interpretati; infine, perdersi nei luoghi delle grandi architetture, sparsi per il mondo, da Tokyo alla sua Milano.

 

A quattro anni dal giorno in cui ci è toccato salutarla per sempre, la mostra torinese rappresenta l’occasione per tornare a guardare il mondo con gli occhi di una visionaria, di un’eccentrica, di una maga, semplicemente, di Gae.

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