Abitare la modernità, un viaggio nella Milano del Moderno Abitare la modernità, un viaggio nella Milano del Moderno
Architettura

Abitare la modernità, un viaggio nella Milano del Moderno

Scritto da Redazione |

13 Giugno 2017

Ha aperto ieri, con un vernissage organizzato in occasione della Milano Arch Week (dal 12 al 18 giugno 2017), presso la sede dell’Associazione Interessi Metropolitani (AIM) in Via Vincenzo Monti 13, la mostra fotografica Abitare la modernità”, che raccoglie ed espone al pubblico fino al 21 luglio una serie di immagini che fanno parte di un più ampio progetto fotografico sull’architettura moderna milanese, un complesso eccezionale di edifici più o meno noti, progettati da alcuni tra i più importanti architetti italiani attivi tra gli anni ‘30 e gli anni ‘50.

L’obiettivo è dimostrare come, anche all’avvento di Expo e delle grandi trasformazioni urbane che hanno arricchito lo skyline di Milano di edifici contemporanei, facendola diventare una metropoli globale, le architetture del Moderno abbiano saputo rispondere mantenendo il loro ruolo da protagoniste nell’immagine della città, per l’eleganza formale e il carattere innovativo ma ancora attuale.

Costruite per lo più sui vuoti lasciati nel tessuto della città dalle bombe della Seconda Guerra Mondiale, queste architetture si sono inserite nel contesto storico come volontà di continuità con la tradizione ma anche forte segno di rinnovamento: atteggiamenti che restituiscono oggi, a distanza di oltre 60 anni, il risultato di una operazione colta di intervento nella città costruita, un paesaggio urbano complesso arricchito da una percettibile armonia dei contrasti, che è oggetto di continuo interesse internazionale.

Per quanto riguarda le rappresentazioni fotografiche, la scelta del bianco e nero è pensata per aiutare nel processo di elevazione del reale ad elemento di valore estetico, sempre alla ricerca dell’equilibrio con il senso di responsabilità per il valore di testimonianza di ogni immagine.

La città non è perfetta così come non lo sono queste fotografie, in cui il groviglio dei cavi elettrici, i semafori e le automobili aiutano a restituire la scala dello spazio architettonico e urbano insieme alle figure umane, ritratte come se spiate da lontano, nell’atto di viverlo.

Fa da supporto al racconto fotografico la restituzione con stampa 3D dei volumi e delle planimetrie dei principali edifici residenziali del Moderno, che offrono al visitatore l’opportunità di comprendere anche gli elementi innovativi contenuti nell’organizzazione interna di queste architetture; un video presenta inoltre una selezione di disegni originali, immagini di repertorio e alcuni estratti degli articoli delle più importanti riviste architettoniche dell’epoca.

Citando Gabriele Basilico:
“La fotografia come esperienza artistica, anche e soprattutto nella sua funzione e missione documentaria, ha a che fare inevitabilmente con la bellezza, con un’esigenza visiva di interpretazione formale, di una traduzione estetica del mondo.”

Una bellezza, quella citata da Basilico, di cui l’architettura è tra le più alte manifestazioni.

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