Centro Culturale La Gota, così nasce il Museo del Tabacco Centro Culturale La Gota, così nasce il Museo del Tabacco
Architettura

Centro Culturale La Gota, così nasce il Museo del Tabacco

Scritto da Redazione |

12 Maggio 2016

Negli anni 30 del secolo scorso, a Navalmoral, piccolo comune ubicato nella regione spagnola dell’Estremadura, sorgeva un istituto creato per far fronte al grave problema della denutrizione infantile, denominato “La Gota de Leche” (La Goccia di Latte). Oggi, le condizioni di vita dei bambini spagnoli sono assai migliorate e quell’istituto fortunatamente non esiste più.

 

Al suo posto, è nato il Centro Culturale “La Gota” (nel nome, l’omaggio al passato), uno spazio espositivo a vocazione multifunzionale realizzato secondo il progetto dello studio d’architettura Losada Garcìa Arquitectos.

 

L’edificio è strutturato per ospitare mostre temporanee, mentre una sala sarà dedicata all’esposizione permanente delle opere dell’artista Sofia Felìu. Non solo: il centro sarà anche la sede dell’innovativo Museo del Tabacco, e proprio da questo tema gli architetti hanno tratto ispirazione per il disegno dell’intero complesso.

 

Articolata su cinque livelli, cui corrispondono altrettanti blocchi sovrapposti, al contempo simili e diversi, esattamente come le foglie del tabacco, la struttura è organizzata attorno ad un corpo centrale con funzione di collegamento verticale tra i volumi sfalsati che si dipartono da esso, uguali per dimensioni e caratteristiche morfologiche, ma con alcune varianti, per esempio l’altezza.

 

L’aspetto esterno dell’edificio si distingue per la dotazione di un doppio rivestimento, costituito da una parete vetrata e da Flexbrick, un impianto industriale in ceramica costituito da lamine flessibili capace di creare un suggestivo gioco di chiaroscuri. Inoltre, questo sistema tecnologico garantisce anche ottimi livelli di isolamento termico e consente di contare su una forma di riscaldamento interno naturale durante i mesi estivi.

 

Per completare il quadro, all’interno del complesso i progettisti si sono prodigati per ricreare il modello di una vera e propria area di essicazione del tabacco, impiegando un’altra tipologia di tessuto ceramico, che si richiama ai mattoni tipicamente utilizzati negli essicatoi. La zona risulta molto luminosa, grazie al sistema di filtraggio della luce solare attraverso i buchi del rivestimento di facciata.

 

Il progetto si pone dunque come interessante esempio di riqualificazione di un’area dismessa, nel solco di una visione architettonica sempre più attenta ad incentivare arte e cultura, in ogni angolo della città.

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