City After The City, la città del futuro in mostra a Milano City After The City, la città del futuro in mostra a Milano
Architettura

City After The City, la città del futuro in mostra a Milano

Scritto da Redazione |

21 Giugno 2016

Lo scrittore siciliano Giovanni Verga amava definirla “la città più città d’Italia”. Sarà per questa sua vocazione “iperurbanistica” che Milano non riesce a smettere di riflettere sul concetto di città, sulle sue innumerevoli sfumature e potenzialità, e quindi su se stessa.

 

Quest’estate, nell’ambito della XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano intitolata “21st Century. Design After Design”, negli spazi della rinnovata area ex Expo Experience rEstateaMilano, sarà aperta gratuitamente al pubblico fino al 30 settembre la mostraCity After The City”, un percorso espositivo curato dall’architetto Pierluigi Nicolin e articolata in cinque macro sezioni, ciascuna di esse dedicata ad un tema legato alle nuove visioni dell’ambiente cittadino.

 

Si comincia con Landscape Urbanism, la mostra concepita da Gaia Piccarolo per meditare sulla relazione tra città e natura, puntando all’incremento e alla valorizzazione delle aree verdi di uso comune; nella medesima prospettiva green, Maite Garcìa Sanchis allestisce Urban Orchard, l’occasione giusta per imparare a conoscere le nuove realtà degli orti urbani e per studiare possibili modalità di interazione tra agricoltura e vita cittadina.

 

Expanded Housing è il progetto di Matteo Vercelloni, che invita a ripensare forma e funzione di oggetti e ambienti, partendo da microarchitetture e arredi di design industriale e artigianale, per poi reinterpretarli come sistemi inediti, isolati e completi.

 

Michele Anastasi è l’autore di People in Motion, uno spazio indispensabile per considerare la stringente attualità delle migrazioni in ottica di progettazione presente e futura, prestando attenzione ai contesti in cui i profughi si raccolgono e proponendo il concetto di tendopoli come elemento chiave, atto a scardinare l’idea consolidata di insediamento stabile per sostituirla con nuove situazioni abitative, fluide e provvisorie.

 

Infine, lo sguardo originale e complessivamente ottimista di Nina Bassoli si appunta sulla Street Art, analizzando i differenziati fenomeni di muralismo e graffitismo nel corso della loro storia dagli anni 70 a oggi, soffermandosi sulle opere e sugli autori più importanti, capaci di cambiare il volto delle nostre città, in bilico tra estro creativo e illegalità.

 

Per un’estate milanese da vivere sì, ma soprattutto da abitare.

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