Hotel Babylon, nasce in Vietnam il nuovo albergo “vegetale” Hotel Babylon, nasce in Vietnam il nuovo albergo “vegetale”
Architettura

Hotel Babylon, nasce in Vietnam il nuovo albergo “vegetale”

Scritto da Redazione |

24 Giugno 2016

Un viaggio nel tempo, per esplorare i leggendari giardini pensili di Babilonia. Pare proprio di poterlo fare, questo viaggio, se si decide di soggiornare all’Hotel Babylon, albergo d’ispirazione green progettato dall’architetto Vo Trong Nghia e concepito per ospitare i turisti coccolandoli nel comfort e consentendo loro di vivere un’esperienza di irripetibile immersione nella natura.

 

La struttura, al cui interno trovano posto 32 stanze distribuite su tre piani, una piscina, una spa, aree relax e altri locali di servizio, presenta una particolare pianta a L, che crea le necessarie condizioni di discrezione favorendo comunque la ventilazione e il contatto tra edificio e ambiente circostante.

 

Interamente realizzato in materiali naturali locali, come il bambù e la pietra, l’hotel si caratterizza per l’innovativo involucro vegetale, grazie ad un impianto costituito da lamelle fisse in calcestruzzo sulle quali si inerpicano rigogliose piante rampicanti, una soluzione ottimale sia al fine di garantire un utile effetto di ombreggiatura sia per produrre un efficace schermo rispetto all’irraggiamento solare e al conseguente calore, specialmente nei mesi estivi.

 

Affacciandosi sui balconi, o addirittura rimanendo nella propria stanza, l’impressione è quella di vivere nel bel mezzo della giungla tropicale in tutta la sua vitalità verdeggiante, grazie alle piante che crescono ovunque, differenziate per tipologia e collocazione: sulle scale, sulle pareti, nei corridoi, nelle verande è possibile respirare il profumo delle foglie e dei fiori, che cambiano colore e rappresentano essi stessi un elemento d’arredo.

 

Così il nome evocativo dell’Hotel Babylon riscopre il suo vero significato, espresso in un nuovo ideale di architettura ecologica e sostenibile, in armonia con gli spazi naturali che l’accolgono.

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Fotografie di Hiroyuki Oki

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