In mostra a Roma l’Architettura Invisibile In mostra a Roma l’Architettura Invisibile
Architettura

In mostra a Roma l’Architettura Invisibile

Scritto da Redazione |

12 Gennaio 2017

Italia e Giappone. Pare un azzardo pensare che due paesi così diversi, l’uno culla dell’Occidente e l’altro patria del Sol Levante, possano avere qualcosa in comune. Ma i punti di contatto sono più numerosi di quanto si possa immaginare.

 

Per esempio, lo sviluppo in contemporanea, tra gli anni Sessanta e Settanta, di due movimenti di architettura sperimentale, i Metabolisti in Giappone e i Radicali in Italia: pur nelle differenze, entrambe le compagini cercarono di formulare nuove ipotesi dell’abitare,  seguendo percorsi di ricerca paralleli per spostare un poco più in là i confini dell’architettura.

 

Il Museo Carlo Bilotti di Roma ha così deciso di riunire le loro opere in una mostra organizzata dalla Fondazione Italia Giappone, che traccia un percorso volto alla segnalazione delle reciproche influenze, ricostruendo il contesto culturale, sociale e artistico di riferimento, secondo un progetto patrocinato da Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dal Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori e dall’Istituto di Cultura Giapponese - Japan Foundation.

 

L’esposizione, che occuperà gli spazi dell’Aranciera di Villa Borghese, è intitolata “Architettura Invisibile”, avrà luogo a partire dal 19 gennaio e si protrarrà fino al prossimo 26 marzo, nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni delle relazioni tra Italia e Giappone.

 


La curatrice Rita Elvira Adamo ha incluso nel suo studio moltissimi autori di primo piano, attraverso i quali raccontare l’evoluzione delle avanguardie giapponese e italiana: tra questi, Arata Isozaki, Archizoom (Andrea Branzi, Gilberto Corretti, Paolo Deganello, Massimo Morozzi, Dario e Lucia Bartolini), Kiyonori Kikutake, Kisho Kurokawa, Fumihiko Maki, Otaka Masato, Superstudio (Adolfo Natalini, Cristiano Toraldo Di Francia, Roberto Magris, Alessandro Magris, Gian Piero Frassinelli e Alessandro Poli), Kenzo Tange, UFO (Lapo Binazzi, Carlo Bachi, Patrizia Cammeo, Riccardo Foresi, Titti Maschietto, Sandro Gioli).

 

E sono proprio le parole di uno di loro, Andrea Branzi,  a chiarire il significato di questo evento:

"ARCHITETTURA INVISIBILE è l’architettura che già oggi è intorno a noi; un’Architettura che le Avanguardie avevano previsto, “Invisibile” perché immersa in una Metropoli Merceologica, costituita da prodotti, informazioni, promozioni, servizi, dove non esistono più fondamenta definitive ma soltanto un flusso di energie di innovazioni, dentro a un mercato illimitato, privo di confini. L’ARCHITETTURA INVISIBILE è l’Architettura nell’epoca della Globalizzazione”.

 

Un’occasione per cambiare prospettiva sulla nostra realtà.

Questo articolo parla di:

Precedente

Solar Roof, la svolta di Elon Musk nel fotovoltaico

Successivo

Al Bahr Towers, il futuro ecologico dell’architettura

Design e motori: le creazioni di Stefano Notargiacomo
Design

Design e motori: le creazioni di Stefano Notargiacomo

La creatività non ha confini, specie quando chi la incarna ama spaziare tra diverse passioni. È il caso di Stefano...

Nora, design e comfort per la seduta Bross.
Design

Nora, design e comfort per la seduta Bross.

Il design al servizio del comfort: ecco la definizione perfetta per Nora, la seduta dalle linee avvolgenti disegnata da Michael...

Navigli Milano, un nuovo progetto per il co-housing
Architettura

Navigli Milano, un nuovo progetto per il co-housing

Il co-housing è sempre più di moda. E Milano si adegua. È stato infatti appena annunciato l’avvio di un nuovo progetto...