L’estate della Serpentine Gallery firmata Bjarke Ingels L’estate della Serpentine Gallery firmata Bjarke Ingels
Architettura

L’estate della Serpentine Gallery firmata Bjarke Ingels

Scritto da Redazione |

14 Giugno 2016

Sempre lui. Bjarke Ingels, l’architetto danese a capo dello studio di progettazione BIG (Bjarke Ingels Group) con sede a Copenhagen e a New York, l’autore del nuovo complesso residenziale VIA57 West destinato a diventare protagonista Nel paesaggio urbano della Grande Mela, il maestro delle forme venuto dal Nord, proprio lui è l’artefice del padiglione estivo allestito dalla Galleria Serpentine di Londra negli spazi verdi di Hyde Park, dal 10 giugno al 9 ottobre 2016.

 

La proposta di Ingels è perfettamente conforme al suo stile di lavoro, e dunque davvero stupefacente: il padiglione è una sorta di “struttura destrutturata” a carattere tridimensionale in cui gli opposti si fondono per creare un vortice di originalità dove trovano posto irregolarità e rigore, leggerezza e solidità, riflessi opachi e giochi di trasparenze.

 

Il punto di partenza degli architetti è stato l’elemento base e primitivo di ogni costruzione, ossia il mattone, ma questa volta ogni modulo anziché essere costituito di argilla o pietra è stato realizzato sovrapponendo file di cornici in fibra di vetro estrusa, per un totale di 1800 elementi a sbalzo, geometrici e permeabili.

 

L’aspetto è quello di un originale muro dalle linee sinuose che termina in basso con una grande apertura, per dare forma ad un ambiente ampio che di giorno si porrà come luogo di svago per famiglie e ospiterà pure una caffetteria, mentre al calar della notte si trasformerà in un palco scenografico dove potranno esibirsi artisti e musicisti.

 

Oltre al padiglione protagonista, quest’anno sarà possibile visitare anche le quattro Summer Houses edificate nei Kensington Gardens, ciascuna delle quali è stata progettata dai prestigiosi studi di architettura internazionali coinvolti nell’iniziativa, nomi del calibro di Yona Friedman, Kunlé Adeyemi, Barkow Leibinger e Asif Khan.

 

Tra loro, c’è chi ha preso spunto dagli edifici del Settecento, chi si è ispirato alle opere di William Kent, chi ancora ha lavorato sulla leggerezza o sul potere dei raggi solari. Tutti, però, hanno creato qualcosa di irripetibile, dando prova di quanto a volte sia sottile la linea che separa l’arte dall’architettura.

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Fotografie di www.serpentinegalleries.org

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