L’Oculus di Calatrava, la stazione di Manhattan che splende di speranza L’Oculus di Calatrava, la stazione di Manhattan che splende di speranza
Architettura

L’Oculus di Calatrava, la stazione di Manhattan che splende di speranza

Scritto da Redazione |

24 Maggio 2016

Se c’è una cosa che gli Stati Uniti hanno insegnato al mondo all’indomani della tragedia delle Torri Gemelle è stata la capacità di risollevarsi dalle macerie, per tornare a guardare al futuro con ottimismo. A New York abbiamo assistito ad un grande processo di ricostruzione, architettonica e mentale, che continua anche oggi.

 

L’ultima tappa di questo percorso è stata da poco inaugurata, proprio a est di Ground Zero: si tratta di Oculus, il nuovo World Trade Center Transportation Hub, nato a Lower Manhattan per sostituire la precedente stazione distrutta dall’attentato del 2001 e che entrerà nel pieno della sua operatività entro la fine del 2016.

 

Il progetto, costato quasi quattro miliardi di dollari, è stato elaborato dall’archistar Santiago Calatrava, che ha sfruttato le suggestioni provenienti dalla storia dell’arte per creare una grandiosa stazione-centro commerciale, destinata a diventare la terza della città per importanza, configurandosi come una piattaforma di trasporto multimodale in grado di gestire il traffico ferroviario e quello metropolitano, ricomprendendo anche i collegamenti pedonali.

 

L’edificio si caratterizza per le sofisticate nervature realizzate in acciaio e vetro che assumono l’aspetto di due ali-tettoie, innalzandosi fino a 50 metri sopra il livello della strada e realizzando il sorprendente “oculus”, una struttura ellittica di colore bianco che nelle intenzioni dell’architetto vuole rievocare l’immagine di “una colomba nell’atto di spiccare il volo dalle mani di un bambino”.

 

La piazza circostante è protetta da una copertura nervata a sbalzo, che accompagna anche il disegno della pianta, completamente priva di impedimenti e ostacoli e perciò in grado di allargare e chiarificare la visuale quando ci si trova negli spazi di transito, in modo da favorire le condizioni di sicurezza.

 

L’area interna è illuminata sfruttando il potere della luce naturale, che filtra in particolare dal grande lucernario principale e svolge un ruolo sostanzialmente strutturale, come se fossero delle colonne luminose a sostenere l’intero complesso, racchiuso in un involucro in cui si ripetono modularmente le medesime nervature in acciaio, vero leit-motiv del progetto.

 

La colomba, le colonne di luce, il candore: Calatrava così lancia un messaggio chiaro, fatto di speranza e armonia. Una straordinaria opera per il presente, un grande auspicio per il futuro.

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