La casa e la luce, un progetto di Davide Ferro La casa e la luce, un progetto di Davide Ferro
Architettura

La casa e la luce, un progetto di Davide Ferro

Scritto da Redazione |

08 Aprile 2016

A Rovigo, nell’elegante pianura veneta, l’architetto Davide Ferro ha trovato l’ispirazione per concepire una nuova interpretazione degli spazi domestici, concretizzatasi nel progetto intitolato “La casa e la luce”, un nome evocativo per sottolineare i principi fondamentali che hanno guidato il lavoro, cioè comfort e luminosità.

 

Partendo da un edificio preesistente, risalente agli anni 70, Ferro ha scelto di procedere ad un’attenta opera di ristrutturazione e ampliamento per riorganizzare gli ambienti attorno a quello che sarebbe diventato il cuore pulsante dell’intero complesso, il patio-giardino. L’intenzione creativa dell’architetto è stata quella di attuare un vero e proprio capovolgimento strutturale, nell’ambito del quale un luogo generalmente considerato marginale e deputato al disimpegno assume qui un ruolo centrale nella pianificazione degli spazi.

 

Se il patio-giardino mostra chiaramente un’impostazione volta a richiamare la lunga tradizione dell’architettura coloniale, nei locali della casa, che si affacciano su questo cortile interno, il tratto dominante è costituito dal colore bianco, capace di riflettere la luce modificando costantemente la percezione spaziale, e dai materiali naturali come il legno, valorizzati da un sofisticato impianto luminoso, articolato nei due diversi aspetti di luce naturale e luce artificiale.

 

Innanzitutto, il piccolo specchio d’acqua presente garantisce il riverbero del fascio di luce naturale, amplificandone il flusso luminoso; d’altro canto, percorsi luminosi sono stati creati ad hoc tramite l’inserimento di fasce LED rasenti il soffitto. Stella polare di tutto il sistema-luce della casa risulta essere naturalmente il patio, vero e proprio bacino luminoso dal quale prende corpo e forma l’intero edificio.

 

Non è stato inoltre possibile trascurare le richieste dei committenti, che desideravano una vera e propria “dimora di vita”, ottenuta però preservando il più possibile la struttura originaria; tali esigenze hanno perciò orientato i progettisti verso una lettura creativa del concetto di riuso, concentrandosi, oltre che sulla ridistribuzione interna, anche sulla riprogettazione della facciata verso la via principale, sulla quale è stata inserita una cubatura a doppia altezza completamente vetrata, sempre nell’ottica di proiettare la luce naturale verso l’interno.

 

L’effetto finale rende l’idea di una casa moderna e di grande impatto estetico, avvolta da un’aura luminosa che la rende perfetta per vivere in relax la quotidianità.

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