Lombardini22, la cinquina vincente dell’architettura italiana Lombardini22, la cinquina vincente dell’architettura italiana
Architettura

Lombardini22, la cinquina vincente dell’architettura italiana

Scritto da Giulia Guerra |

16 Febbraio 2017

Cinque racconti diversi per comporre una sola bellissima storia: quella di Lombardini22, il laboratorio e studio di progettazione che da Milano ha conquistato il mondo con i suoi cinque brand di riferimento, ciascuno focalizzato su uno specifico lato del pentagono chiamato innovazione.  Ecco allora il dinamismo visionario di L22, dedicato all’architettura e all’ingegneria; la professionalità di DEGW, leader nella consulenza strategica sui modi di lavorare e sull’interazione fra spazio fisico e performance aziendale; la carica creativa di FUD Brand Making Factory, dedicato al Physical Branding e al Communication Design; l’efficienza di CAP DC dedicato ai Data Center e, infine, l’originalità di Eclettico per i progetti di ospitalità. Tutti aspetti di una medesima visione, che mette al centro le esigenze del cliente e guarda al futuro investendo sui giovani, per un’architettura che sia sempre più esperienza autentica e sensoriale. Così Lombardini22 è arrivato a posizionarsi al 3° posto per fatturato nella classifica delle società di architettura in Italia e si prepara a tagliare nuovi traguardi, come ci racconta l’amministratore delegato Franco Guidi, che accenna anche ai festeggiamenti imminenti per un compleanno molto speciale.

 

Lombardini22 è un gruppo che riunisce cinque brand (L22, DEGW, FUD, CAP DC ed Eclettico) aventi ciascuno la propria vocazione e il proprio campo d’azione ma accomunati dall’approccio al “design thinking”: che cosa significa per voi questa visione? Come fate convivere le differenti anime del gruppo?

“Lombardini22 è molto attenta al servizio e cerca di essere il più vicina possibile ai propri clienti. Cerchiamo sempre di soddisfare i bisogni dei clienti e aggiungere valore ai progetti, con uno stile semplice e lineare. Questo approccio è apprezzato dal mercato e si riflette nella nostra crescita. Possiamo farlo perché abbiamo al nostro interno tutte le professionalità (architettura, ingegneria, interior design, physical branding...) con la possibilità di offrire un servizio completo ai nostri clienti, ma soprattutto con una visione a tutto tondo dei bisogni attuali e futuri legati al progetto.

Il metodo del ‘design thinking’ coinvolge nella progettazione tutti coloro che partecipano direttamente e indirettamente alla fase realizzativa e poi gestionale. Oltre agli architetti ci sono gli ingegneri, i tecnici, tutti i collaboratori e soprattutto il cliente, che viene coinvolto per ascoltare i suoi desideri e definire con esattezza il brief di progetto. Ciò che si va a progettare è un sistema, e come tale ha bisogno del contributo di tutti. Il cliente partecipa con proposte e soluzioni alla realizzazione del lavoro.”

 

Parlando di sostenibilità ambientale, quanto è importante per voi questo tema? Come lo interpretate nel vostro lavoro?

“Indubbiamente, è sempre più riconosciuto il valore ambientale, economico e strategico della sostenibilità ambientale ed energetica per la costruzione architettonica e per la gestione degli edifici. Spesso per noi e per i nostri clienti la sostenibilità ambientale fa parte di un processo più ampio volto alla riqualificazione e alla valorizzazione degli immobili. Per noi diventa un motore fondamentale per migliorare la qualità degli edifici e della vita che vi si conduce al loro interno. Inoltre, con il nostro brand L22 ci occupiamo sempre più frequentemente di certificazioni ambientali, in particolare LEED e BREEAM.”

 

Milano, la città dove avete sede, sta vivendo un momento di grande vitalità. Voi ne siete protagonisti, basti pensare al progetto per la riqualificazione degli ex caselli daziari dell’Arco della Pace: cosa potete dirci di questo progetto?

“Lombardini22 è fortemente radicata in città. Abbiamo sempre cercato di dare un contributo fattivo a Milano sia con i progetti di architettura sia con gli incontri culturali (e le feste!) che periodicamente organizziamo nella nostra sede.

Tra gli ultimi progetti a Milano, ci piace ricordare due lavori molto diversi, ma entrambi in grado di esprimere molto bene la nostra volontà di essere motore di rigenerazione urbana.

Il progetto di restauro e rifunzionalizzazione degli ex caselli daziari dell’Arco della Pace è una grande occasione per rendere vivo uno dei luoghi simbolo della città, mettendone in luce lo scenario affascinante. L’intervento, che verrà completato nel corso del 2017, dà un senso inedito alla spazialità interna degli ex caselli moltiplicandone le possibilità di fruizione, trasformando un luogo di passaggio – caratteristica originaria dei dazi – in un luogo di sosta e visita, per mostre ed eventi legati al cibo, all’arte, al territorio. La conservazione delle peculiarità storico-architettoniche si combina quindi con la valorizzazione funzionale intesa come leva di sviluppo locale.

Anche il progetto di restyling della Canottieri Olona 1894, ancora in corso – per ora è stato inaugurato il ristorante e rinnovata la palestra – rappresenta la valorizzazione di un punto di riferimento milanese per lo sport e il tempo libero. Il rilancio architettonico è per noi sempre un’occasione per dare valore alla città.”


Per AB Medica avete curato un innovativo progetto di Space Planning e Interior Design: quali sono secondo voi gli elementi che non devono mancare in uno spazio aziendale contemporaneo?

“Il nostro brand DEGW è dedicato alla progettazione integrata di ambienti per il lavoro: da più di trent’anni è in grado di aiutare le aziende a migliorare la propria performance adeguando lo spazio di lavoro alle strategie aziendali e ai bisogni delle persone. DEGW accompagna i clienti in un vero e proprio processo di innovazione, che coinvolge non solo gli aspetti progettuali, ma anche la gestione del cambiamento. Infatti, DEGW opera attraverso un modello di consulenza che integra e caratterizza la sua offerta progettuale, con un articolato processo d’indagine sui modi di lavorare dell’azienda come strumento fondamentale per la progettazione e l’ottimizzazione dei nuovi spazi di lavoro.

Gli obiettivi comuni di ogni progetto sono quelli di migliorare le relazioni, rafforzare il senso di appartenenza, incrementare il comfort ambientale attraverso la scelta dei materiali e dei colori, il controllo della luminosità e dell’acustica, la funzionalità del layout.”

 


Un’iniziativa che rappresenta più di altre la vostra filosofia?

“Una iniziativa che mi sta particolarmente a cuore è la ricerca trasversale che stiamo conducendo sul ruolo delle neuroscienze nell’architettura. Lo spazio architettonico va inteso soprattutto come una esperienza emotiva e multisensoriale. L’architettura per Harry Mallgrave – uno degli ispiratori della nostra ricerca Empatia degli spazi – va attraversata, è un’esperienza del corpo e dei sensi, non un’astrazione concettuale. La nostra architettura ideale è un’architettura di comprensione che genera sensazioni molteplici. In questi anni abbiamo ospitato e accolto le riflessioni di molti studiosi per approfondire queste tematiche, che cerchiamo di calare il più possibile nei progetti in corso.”

 

Progetti per il futuro?

“La nostra identità è da sempre legata alla valorizzazione dei giovani. Continueremo quindi a investire sui giovani professionisti che rappresentano una grande opportunità per l’innovazione tecnologica e per mantenersi aperti al mondo. È anche un modo per dare opportunità a chi merita. In Italia un architetto fino all’età di quaranta anni è considerato giovane. Noi, lavorando sulla realizzazione del futuro, puntiamo a formare in un ciclo continuo i nostri giovani fino alla maturità professionale, in maniera che anch’essi possano un giorno fare da guida a ulteriori giovani che arriveranno. Tanto più che il 2017 è una data importante per noi: Lombardini22 compie 10 anni. I festeggiamenti inizieranno al Salone del Mobile. Per ora, non voglio svelare per nulla...”.

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Fotografie di Dario Tettamanzi

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