MADE Expo, se la condivisione è eco-friendly MADE Expo, se la condivisione è eco-friendly
Architettura

MADE Expo, se la condivisione è eco-friendly

Scritto da Redazione |

13 Febbraio 2017

Che l’architettura e le abitudini abitative siano sempre più una questione di condivisione sarà uno degli assunti che domineranno la discussione sulle nuove tendenze dell’edilizia nel corso della prossima edizione di MADE Expo, la fiera internazionale organizzata a Milano dall’8 all’11 marzo.

 

Di fronte a questa situazione già in fase di consolidamento, la sfida sarà quindi un’altra: conciliare il nuovo co-living con le esigenze dell’ambiente, generando visioni di progettazione sostenibile, capace di tenere vivo il contatto con la natura.

 

Come è avvenuto a Nantes nel 2011, quando lo studio francese Tétrarc ha concepito per HABITAT44 il progetto di 39 alloggi ecologici di edilizia sociale, organizzati come fossero 11 case monofamiliari affiancate.

 


I volumi continui che ne risultano sono disposti planimetricamente con una leggera inflessione, di circa 21 gradi nel mezzo, che definisce due nuclei abitativi distinti: uno formato da sei blocchi destinati all’affitto, l’altro da cinque destinati alla vendita.

 

Le ridotte volumetrie, tipiche nei progetti di edilizia sociale, sono ottimizzate al meglio: ogni appartamento è organizzato intorno a un blocco contenente i servizi, la cucina e una scala, nel caso di unità a due piani.


 

Sempre nell’ottica di ottimizzazione degli spazi, senza conseguenti aumenti di volumetria, l’accesso agli appartamenti è collocato all’esterno in volumi indipendenti, iconici e leggeri, realizzati con una struttura autoportante in legno.

 

 

Le abitazioni hanno, quindi, una doppia facciata: una in legno che ricorda un fienile, e l’altra in vetro che ricorda una serra. La facciata in vetro gestisce la relazione interno- esterno di ogni alloggio e si affaccia su un giardino privato (prolungamento ideale della serra all’esterno) dedicato all’orticoltura e al giardinaggio.

 

Lo spazio nasce anche e soprattutto per favorire le relazioni interpersonali tra i vicini di casa, in sintonia con l’idea di costituire una micro comunità che basi la vita quotidiana sull’esperienza della condivisione.

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