Made in Cloister, a Napoli un chiostro del ‘500 diventa un laboratorio creativo Made in Cloister, a Napoli un chiostro del ‘500 diventa un laboratorio creativo
Architettura

Made in Cloister, a Napoli un chiostro del ‘500 diventa un laboratorio creativo

Scritto da Redazione |

17 Agosto 2016

Ci troviamo a Napoli, più precisamente nella Chiesa di Santa Caterina a Formiello. È questo il punto di partenza da cui lo studio Keller Architettura ha deciso di avviare un progetto di restauro e riconversione chiamato Made in Cloister.

 

Un’idea nata dalla voglia di riqualificare l’intero plesso architettonico, ormai in degrado. Nata come chiesa, trasformata in opificio dai Borbone e finita per essere un saponificio e una rimessa per automobili negli ultimi anni, la struttura è ora pronta a risorgere.

 

E lo farà a partire dal suo piccolo chiostro, che negli anni era stato frazionato in tante proprietà. Un’instabilità che ha portato alla chiusura, nel tempo, di diverse arcate, all’abbattimento di alcune colonne in piperno e alla copertura di diversi affreschi presenti. Atti necessari per consentire ai camion di muoversi facilmente.

 

Inoltre, nell’atrio principale, era stata costruita una palazzina a due piani, ospitante diversi uffici. Il culmine di un degrado simbolo della profanazione di un posto sacro non solo per la sua cultura religiosa, quanto per la sua immagine nel centro della città.

 

Il progetto di restauro sarà finalizzato alla trasformazione del chiostro in un centro espositivo e di performance artistiche multidisciplinari, aperto a tutti.

 

Gli interventi effettuati nel tentativo di recuperare la struttura hanno coinvolto in primo luogo le arcate cinquecentesche, liberate dalla muratura, portando all’inevitabile ripristino della quota del suolo e all’abbattimento della palazzina.

 

Restauro che non ha escluso anche la lanterna lignea borbonica, simbolo dell’archeologia industriale ottocentesca. Ripulito il legno di castagno, negli anni sepolto da strati di vernice, è stata trasformata nel cuore del progetto.

 

Grazie a un accordo con l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dal gennaio 2015, gli studenti di restauro si stanno occupando in prima persona della riabilitazione della superficie pittorica degli affreschi. Presenti sotto il porticato.

 

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