Passivhaus, un’abitazione 100% ecologica Passivhaus, un’abitazione 100% ecologica
Architettura

Passivhaus, un’abitazione 100% ecologica

Scritto da Redazione |

20 Maggio 2016

A Brione, in provincia di Brescia, una famiglia ha sentito l’esigenza di riscoprire l’emozione di una vita a diretto contatto con la natura, in una condizione di totale rispetto dei ritmi e delle caratteristiche ambientali, circondandosi di materie prime ecologiche, prive di sostanze nocive.

 

Per realizzare questo desiderio, concentrandolo su un lotto di terra di circa 1000 metri quadri affacciato sul dolce paesaggio della Franciacorta, i committenti si sono affidati alla vena creativa dell’architetto Nino Franzoni, che ha potuto così dare corpo al progetto Passivhaus, realizzato in collaborazione con gli ingegneri dello Studio Micheletti, il cui apporto è stato fondamentale, specie in sede di esame  stratigrafico del territorio e di analisi strutturale.

 

Sfruttando il naturale dislivello della zona prescelta, è stato possibile innalzare un edificio a un solo piano, dotato di porticato sul livello inferiore, collocando in alto l’accesso pedonale e carrabile all’abitazione e orientando invece l’area privata verso la valle. Gli ambienti interni sono organizzati attorno a un corridoio centrale, che conduce a nord nella zona notte.

 

La struttura è articolata su due volumi innestati l’uno sull’altro, rivestiti esternamente da legno di larice non trattato e paglia, le cui fondamenta sono rappresentate da gabbioni in sasso. Il cuore progettuale della casa è però costituito dalle vetrate sul lato sud, con effetto schermante nel periodo estivo, mentre il filtraggio della luce solare è naturalmente consentito durante la stagione invernale.

 

Questo sistema a pareti vetrate, unito al contributo isolante dei rivestimenti in legno e paglia e alla presenza di una bussola d’ingresso che limita la dispersione energetica, permette di eliminare ogni forma di riscaldamento a impianto tradizionale. Acquista così senso il carattere di passività attribuito alla casa, in quanto calore naturale esterno e temperatura interna, innalzata dall’uso di elettrodomestici e dalla presenza degli abitanti stessi, compensano quasi del tutto le perdite determinate dall’involucro.

 

Per chiudere il quadro di totale sostenibilità, a sud è stato posizionato un impianto fotovoltaico di copertura, i fornelli sono esclusivamente a induzione e una cisterna è adibita alla raccolta dell’acqua piovana, riutilizzabile nelle varie mansioni domestiche.

 

Un progetto a impatto zero, per certi versi radicale, sicuramente destinato a fare scuola.

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