Prato, ecco il nuovo look del Centro Pecci Prato, ecco il nuovo look del Centro Pecci
Architettura

Prato, ecco il nuovo look del Centro Pecci

Scritto da Redazione |

20 Settembre 2016

Dal 1988 il Centro Pecci di Prato è un punto di riferimento fondamentale per il mondo dell’arte contemporanea in Italia, grazie all’organizzazione di mostre, attività didattiche e divulgative, eventi multimediali e spettacoli nonché alla presenza di una collezione permanente che conta oltre 1000 opere di artisti italiani internazionali come, tra gli altri, Jannis Kounellis, Anish Kapoor e Michelangelo Pistoletto.

 

Per dare maggiore rilievo e visibilità ad un patrimonio così importante, nel 2006 è stato avviato un grande progetto di ampliamento curato dall’architetto olandese Maurice Nio dello studio NIO Architecten, e oggi giunto finalmente a compimento: il Grand Opening è infatti fissato per il 16 ottobre 2016.

 

Il piano dei lavori prevede innanzitutto un’estensione della superficie fino ad un totale di quasi 10 000 metri quadrati, l’introduzione, accanto agli spazi espositivi raddoppiati, di un archivio e di una biblioteca contenente circa 50 000 volumi, un teatro all’aperto con una capacità di 1000 posti, un cinema/auditorium da 140 posti, uno spazio performativo adatto ad ospitare 400 persone, un bookshop, un pub/bistrot, un ristorante, laboratori e sale conferenze.

 

L’obiettivo del progetto è innanzitutto quello di favorire l’integrazione tra il centro artistico e il territorio che lo ospita, nel rispetto della struttura preesistente ma accostando ad essa un altro volume ad anello che richiama il disegno dell’originario parco circostante, proiettandosi verso la dimensione pubblica. Una spinta all’interazione con l’esterno ribadita anche dal corpo trasparente che al piano terra ospita il nuovo ingresso, il bookshop e il ristorante, unitamente alla piazza e al giardino sperimentale.

 

Una grande antenna rappresenta il punto più alto del complesso ma anche la vocazione del Centro Pecci a trasmettere e captare energie nuove, sprigionate dalle realtà e dagli individui più creativi del territorio, come una sorta di bandiera del progresso e della promozione culturale che si annuncia a chi viene da lontano.

 

Anche in virtù di questo spirito innovativo, il nome scelto per il progetto è Sensing the Waves, a simboleggiare l’intento di ricezione e propagazione delle onde positive provenienti dall’ambiente artistico, ridisegnando in modo innovativo la mappa delle funzioni e dei percorsi espositivi.

 

Un intervento che si pone come modello per le altre iniziative messe in campo dalla città di Prato, a partire da concorso indetto per la progettazione del nuovo Parco Centrale e dal recente Piano di Innovazione Urbana.

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