Progetto Lehariya, l’India tra architettura globale e artigianato locale Progetto Lehariya, l’India tra architettura globale e artigianato locale
Architettura

Progetto Lehariya, l’India tra architettura globale e artigianato locale

Scritto da Redazione |

06 Giugno 2016

OBR è l’acronimo di Open Building Research, una realtà che non è soltanto uno studio ma un vero e proprio polo di architettura globalizzata e, grazie al lavoro dei soci fondatori Paolo Brescia e Tommaso Principi, il network che inizialmente collegava l’originaria Genova a capitali come New York, Milano e Londra oggi si è steso fino alla (non più) lontana India.

 

Proprio a Jaipur, in una delle città più importanti del subcontinente, è in corso di realizzazione il progetto Lehariya, che prevede la creazione di un grande cluster in uno spazio di oltre 46 800 metri quadri, pensato per ospitare al piano terra alcune aree commerciali, mentre i piani superiori saranno dedicati agli uffici.

 

Gli architetti hanno scelto di evitare l’effetto “casermone industriale” che fin troppo spesso caratterizza questa tipologia di costruzione, preferendo adottare un approccio speciale, che consentisse di valorizzare artigianato e maestranze locali.

 

La struttura si articola su quattro distinti edifici separati l’uno dall’altro da grandi pannelli verticali che si estendono oltre i confini laterali dell’edificio stesso, andando a creare uno stupefacente effetto di trasparenze sovrapposte; esse risultano particolarmente utili non solo sotto il profilo scenografico ma anche a fini climatici, in quanto costituiscono una sorta di copertura-filtro, atta a produrre una naturale ombreggiatura allo scopo di mettere al riparo dall’eccessivo calore gli ambienti interni.

 

Ciascun pannello si presenta in realtà come la trama di un tessuto a maglie larghe, in quanto essi sono costituiti da un sofisticato sistema di listelli in ceramica (per un totale di circa 60 000) disposti in maniera sfalsata lungo sottili barre metalliche verticali, rappresentando lo schermo mediante il quale gli ambienti interni possono affacciarsi sul paesaggio circostante.

 

L’ispirazione è venuta dal convincimento che fosse necessario rimettere in connessione la grande architettura contemporanea con la millenaria tradizione artistica e artigianale indiana: le ceramiche saranno tutte realizzate a mano dagli artigiani del Rajasthan e declinate secondo un cromatismo non casuale ma conforme ai colori tradizionali, caratterizzando ogni pannello in modo diverso e speciale.

 

La collaborazione con le realtà operative locali e l’attenzione alla storia e alla cultura del popolo indiano rappresentano un messaggio di positività e interazione, che guarda alla molteplicità di valori e costumi come ad una risorsa di arricchimento collettivo, la quale a maggior ragione può trovare espressione nelle grandi opere dell’edilizia moderna.

 

Un concetto di architettura che parte dal basso e si nutre del coinvolgimento delle popolazioni locali, attingendo alle loro antiche conoscenze tecniche e ambientali, per trovare soluzioni innovative, capaci di plasmare il volto delle città del futuro.

Questo articolo parla di:

Fotografie di www.obr.eu

Precedente

A Dubai il primo edificio stampato in 3D

Successivo

TAKING CARE, il progetto italiano alla Biennale di Architettura

Elastic Architects, un progetto ispirato al Mar Egeo
Architettura

Elastic Architects, un progetto ispirato al Mar Egeo

Siamo sulla pittoresca isola greca di Creta, distesa sulle acque del Mar Egeo. Qui, lo studio di progettazione Elastic...

Cersaie 2017, tutto l'outdoor di Déco
Design

Cersaie 2017, tutto l'outdoor di Déco

Anche il brand Déco, nato nel 2010 e forte di un incremento del proprio fatturato pari al 60% solo nell’ultimo anno, partecipa...

Prysmian Group, a Milano gli uffici tra le serre
Architettura

Prysmian Group, a Milano gli uffici tra le serre

Un luogo unico per lavorare, un vasto spazio trasparente e luminoso, aperto verso l’esterno, un intervento rispettoso...