Spaces Milano, nuove frontiere per il co-working Spaces Milano, nuove frontiere per il co-working
Architettura

Spaces Milano, nuove frontiere per il co-working

Scritto da Redazione |

01 Giugno 2017

Spaces Milano è un progetto di Laboratorio Permanente nato per investigare modalità e usi innovativi degli spazi attraverso un'analisi precisa e sensibile del contesto entro cui si inserisce, che in questo caso coincide con i 4000 metri quadri di un edificio civile, tipico della tradizione edilizia del secondo dopo guerra milanese, affacciato sui Bastioni e rivolto verso Piazza XXV Aprile, nuova centralità della città su cui insistono alcuni dei più interessanti esempi di rigenerazione urbana.

L’obiettivo è quello di creare un ambiente comunitario, per offrire occasioni di confronto e di scambio, facilitare network e sinergie, a metà tra luogo di lavoro e spazio di convivialità: l'innovazione sta infatti nell'aver conciliato il modello informale di questi luoghi al rigore estetico della città, dei suoi palazzi, dei suoi ingressi, concentrandosi sulle potenzialità di uno spazio flessibile e nuovo e contemporaneamente sulla qualità dei materiali e dei dettagli che lo compongono.

Il progetto si discosta da una prima generazione di coworking che, enfatizzando esclusivamente l'immagine informale e giocosa degli spazi, si costruivano come unica alternativa alla dimensione eccessivamente corporate dei progetti per uffici dell'international style: qui gli spazi comuni, seppur organizzati secondo principi che favoriscano il più possibile forme di socialità, sono stati concepiti con un rigore estetico e un'attenzione alla qualità dei materiali e dei dettagli più assimilabile al progetto di un interno privato piuttosto che a quello di un ambiente collettivo.

Gli arredi in noce americano disegnati su misura, i mobili del grande design italiano e nordico, la selezione di tessuti dai colori tenui e allo stesso tempo caldi, sono disposti all'interno del piano rialzato in un ambiente essenziale e rigoroso fatto di superfici in cemento e ceppo, materiali che rimandano alla tradizione razionalista milanese; la pietra degli ingressi milanesi è inoltre reinterpretata e ripensata per esaltare il rapporto con gli altri materiali e per trasformarsi da pavimentazione e rivestimento in vere e proprie architetture d'arredo.

Al piano rialzato è stata posta grande attenzione alla progettazione dei sistemi di illuminazione, che visti dal livello della strada si caratterizzano come vere e proprie architetture iridescenti, tappeti galleggianti che illuminano la notte milanese.

I colori e di materiali degli arredi definiscono in maniera sottile il carattere di ogni spazio: dai colori carichi e accesi delle zone di servizio dell'ingresso al legno caldo della caffetteria, dalla palette tenue della working area e dei suoi booth dai colori neutri della quiet area.

I piani degli uffici sono stati sviluppati con un sistema di pannellature vetrate bordato da sottili profili in ferro nero che contrappongono la loro fredda e astratta materialità al legno di rovere, materiale caldo e domestico, utilizzato per tutti i pavimenti compresi quelli di distribuzione; a soffitto lungo sono i corridoi, mentre un sistema di lampade lineari posate in diagonale si sostituisce ai controsoffitti ed enfatizza il senso di movimento.

Nel piano interrato una sequenza di sale meeting, grazie all'utilizzo di pannelli scorrevoli, si trasforma agilmente in un unico grande spazio per eventi; sulla copertura la terrazza, pavimentata con assi di legno e protetta da un'esile struttura in di ferro tubolare, è concepita come un vero e proprio salotto, aperto sullo skyline di una città in costante trasformazione, come i suoi luoghi di lavoro.

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