Studio Marco Piva per il Donnafugata Golf Resort & Spa Studio Marco Piva per il Donnafugata Golf Resort & Spa
Architettura

Studio Marco Piva per il Donnafugata Golf Resort & Spa

Scritto da Redazione |

07 Luglio 2017

Pur essendo ormai un’istituzione in termini di ospitalità nella zona siciliana di Ragusa, o forse proprio per questo, il Donnafugata Golf Resort & Spa, entrato a far parte nell’ottobre 2016 della catena Starwood Hotels & Resorts, sta attraversando un’importante fase di rebranding, rispetto alla quale lo Studio Marco Piva è stato chiamato ad intervenire, in una prima fase, con un’operazione di restyling della grande zona comune del piano terra, su un’area di 570 metri quadri, all’interno di un progetto più ampio di rinnovamento del complesso.

L’obiettivo del cliente era apportare una miglioria sia dal punto di vista dell’immagine che funzionale, che non fosse però invasiva., ma anzi mantenesse salda l’identità anche storica della struttura. 

L’intervento dello Studio Marco Piva si è quindi focalizzato da un lato sull’individuazione degli elementi nella decorazione degli interni da mantenere e valorizzare, e dall’altro sulla sostituzione e aggiunta di arredi mobili che rispondessero, oltre alla componente estetica, anche a quella emozionale di richiamo al territorio e a quella funzionale.

Dal punto di vista funzionale, il grande spazio al pianterreno, tipico dell’architettura rurale agricola del 900, con la sua altezza imponente e le carpiate, era fortemente dispersivo, dal punto di vista acustico, termico, visivo e gestionale: era dunque forte l’esigenza di creare un ritmo, dividendo gli spazi e dando loro delle funzioni, senza intervenire sull’architettura.

Due forti quinte sceniche, rappresentate da due tende a tutta altezza e da un blocco in vetro, da un lato vanno ad enfatizzare l’architettura esistente, e dall’altro dividono idealmente in quattro la grande hall: l’area della reception, una zona di attesa/lounge, la zona shop e un’area salotto, pensata come estensione del bar adiacente.

Questi accorgimenti, oltre a dividere visivamente gli spazi, svolgono anche un’importante funzione acustica di interruzione delle onde sonore, di mantenimento della temperatura (riducendo la dispersione dell’aria condizionata) e di filtro della luce solare che proviene dalle tre grandi porte-finestre a fondo sala. 

Dal punto di vista dei colori, da un lato il mood cromatico si è basato su quelle che sono le architetture e le decorazioni del luogo, con la scelta ad esempio di mantenere le cromie dorate riferite al barocco siciliano (lampadari e banchi della reception), ed anzi enfatizzarle nel lato reception, o il verde oliva e il rosso arancio per i cuscini della zona attesa, o le trame dei tessuti, decorazioni dei cuscini e cappelli dei lampadari, che si rifanno sempre ad alcuni spunti del territorio siciliano. 

Dall’altro, però, c’è stata la volontà di smorzare, di abbassare un po' i toni vividi e accesi della tradizione, al fine di creare uno spazio calmo e sereno, tramite l’utilizzo di colori neutri tra cui il bianco, il tortora e il nero. 

Nell’area Reception sono stati mantenuti i tre banconi originali, in stile barocco siciliano, enfatizzati tramite la sostituzione della precedente parete in ceramica chiara del retro desk, alla quale è subentrato un rivestimento in pietra pece, una pietra locale di origine lavica con sfumature tra il moka e nero, che crea un forte contrasto con i banconi.

Il portale che racchiude desk è stato invece verniciato in foglia d’oro, per richiamare le cromie dei banconi e un’ulteriore allusione alla storia e ai colori tradizionali del territorio siculo; d’altro canto le vecchie lampade sono state sostituite con un sistema di faretti direzionabili all’altezza dei desk, per garantire una luce puntuale sulla zona operativa, mentre uno strip led è stata previsto a parete, per creare un punto luce scenografico e allo stesso tempo enfatizzare le sfumature della pietra, mettendo anche in rilievo orologi e cornici. 

La divisione dell’area reception dalla zona lounge è stata ottenuta tramite due grandi tende scenografiche, un chiaro richiamo alla cultura e alla storia che il teatro rappresenta per il territorio siciliano: si è voluto però alleggerire e modernizzare la presenza scenica, utilizzando un tessuto prezioso leggero con un effetto di caduta morbida e ricca, allineata sulle decorazioni del pavimento; le tende sono inoltre funzionali, a seconda che siano aperte o fermate, per creare un interessante gioco di “vedo non vedo” o schermare totalmente la vista della zona retrostante. 

Per la zona di attesa/lounge e l’area salotto sono state invece sostituite tutte le sedute e i tavolini precedentemente esistenti, cercando di creare diverse situazioni per rispondere alle esigenze di utilizzo: nella zona di attesa, ad esempio, la disposizione degli arredi è più informale e flessibile, con diverse tipologie di seduta, dal pouff alla poltrona alle sedute singole; nella zona salotto, più formale, sono stati previsti invece divani confortevoli disposti in maniera ordinata.

I corpi illuminanti a sospensione esistenti sono stati mantenuti ma enfatizzati, abbassandone le altezze per meglio interagire con l’ambiente, rivestendo le lunghe catene con soffici tessuti, per un’immagine più morbida e accogliente; anche i cappellini delle lampade sono stati sostituiti, aumentandone la dimensione per accentuarne la presenza e al contempo rivestendoli degli stessi tessuti usati per le catene. 

L’area shop, infine, prima limitata a una vetrina di richiamo a un’area in altra zona del complesso, diventa ora uno spazio focale e si pone come seconda grande scenografia progettata per dividere e rifunzionalizzare lo spazio: un grande box in vetro e metallo colore oro, con una texture che da un lato lascia trasparire quello che c’è all’interno e dall’altro si lega ai i colori del territorio, ospita un’area riservata all’azienda sicula Ortigia attiva nella produzione di fragranze e profumazioni.

Il blocco in vetro divide lo spazio più informale dedicato all’attesa/lounge da quello più formale del salotto, ma al contempo mantiene la trasparenza e si pone perciò come elemento leggero e non invasivo. 

Tra i fornitori che hanno collaborato al progetto ideato da Marco Piva, insieme alle maestranze locali, si annoverano Dedar, per tessuti, rivestimenti e imbottiti;  Den-Store, per realizzazione e posa di tende e imbottiti; Oikos, per la tinteggiatura del fronte reception. 

E il risultato è davvero esclusivo.

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