Studio Plural, in Slovacchia la casa tra esterno e interno Studio Plural, in Slovacchia la casa tra esterno e interno
Architettura

Studio Plural, in Slovacchia la casa tra esterno e interno

Scritto da Redazione |

23 Agosto 2016

Dentro o fuori? Interno o esterno? Amano giocare con le ambiguità e i contrasti i designer che fanno capo allo studio slovacco Plural, i quali hanno appena firmato la sorprendente architettura di una residenza familiare situata nelle vicinanze di Bratislava, 300 metri quadri di superficie per un edificio in bilico tra spazi indoor e open air.

 

Chiamato non a caso “House in a House” e liberamente ispirato ai principi costruttivi del Rinascimento italiano, dominato dalle proporzioni perfette delle opere di Andrea Palladio, il progetto è stato concepito per includere nella medesima struttura due dimensioni concentriche, una sezione interna e una proiettata nell’ambiente circostante senza davvero farne parte, quasi uno spazio di mediazione, al contempo in e out.

 

Se le stanze intese in senso tradizionale sono collocate nella parte interna, quella più esterna ospita una piscina, un garage dove parcheggiare automobili e biciclette, una terrazza lounge e nicchie destinate a piante e fiori. Entrambe le sezioni sono poi comprese entro un involucro traslucido in policarbonato che lascia passare la luce.

 

Al centro dell’edificio si apre la zona living, da un lato il salotto, dall’altro la cucina, in mezzo la sala da pranzo; sul lato sud si trovano due camere da letto, con bagno condiviso; sul lato nord, si aggiunge una seconda sala.

 

Dato il budget di partenza non elevatissimo, i designer hanno comunque saputo fare di necessità virtù, scegliendo materiali e arredi essenziali, dalle finiture semplici: così ecco fare la loro comparsa solidi muri in cemento, lo stesso materiale utilizzato per il pavimento, mentre assi di compensato innalzano pareti divisorie.

 

Un’abitazione contemporanea che sfugge ad ogni definizione ordinaria, oltre i concetti di dentro e fuori: in futuro, abbattere le barriere potrebbe non essere più soltanto una metafora.

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