TAKING CARE, il progetto italiano alla Biennale di Architettura TAKING CARE, il progetto italiano alla Biennale di Architettura
Architettura

TAKING CARE, il progetto italiano alla Biennale di Architettura

Scritto da Redazione |

07 Giugno 2016

Fin dalla sua fondazione la Biennale di Architettura porta in mostra a Venezia l’avanguardia della progettazione internazionale ma, al contempo, essa rappresenta uno spazio di esposizione privilegiato per il nostro Paese, chiamato a proporre indirizzi e linee guida.

 

Quest’anno, in occasione della quindicesima edizione della kermesse, il ministro della Cultura Dario Franceschini ha scelto lo studio TAMassociati guidato dagli architetti Massimo Lepore, Raoul Pantaleo e Simone Sfriso, assegnando a loro l’incarico di trovare una chiave di lettura inedita per interpretare il tema generale della Biennale “Reporting from the front”, con il quale il direttore Alejandro Aravena ha voluto porre l’accento su una visione partecipativa e comunitaria del progresso architettonico.

 

Nasce così, nel Padiglione Italia, il progetto Taking Care, promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane, un percorso di ideazione e riflessione scandito in tre momenti fondamentali, “Pensare”, “Incontrare” e “Agire”, tramite i quali sviluppare una serie di domande concernenti il bene comune e rivolte a tre differenti interlocutori: ai visitatori, per chiedere loro dove riconoscerlo attorno a noi; alle istituzioni, interrogate su come valorizzarlo anche se con scarse risorse; ai progettisti, perché diano risposte sulla sua possibile realizzazione, mediante l’architettura.

 

“Pensare” è lo spazio ideale per analizzare con cura il tema del bene collettivo e della relazione biunivoca che lo lega alla progettazione architettonica, provando a ridefinirlo grazie al contributo di figure di alto profilo, espressione di molteplici attitudini culturali e professionali.

 

“Incontrare” è l’occasione per passare in rassegna 20 progetti a cui hanno lavorato altrettanti studi italiani, attivi anche all’estero, per presentare proposte di luoghi edificati guardando al vantaggio della comunità, prestando attenzione alle fasi del processo costruttivo e concentrandosi su diversi campi d’indagine, dall’istruzione, al lavoro, all’alimentazione, all’ambiente, il tutto corredato da testimonianze fotografiche degli spazi italiani.

 

“Agire” si configura infine come un vero e proprio invito all’azione, con la presentazione di 5 dispositivi mobili che mirano a migliorare le condizioni di vita difficile in cui versano le aree marginali d’Italia, grazie alla collaborazione di 5 studi d’architettura con altrettante associazioni impegnate nel sociale, per favorire la crescita culturale e sociale. Inoltre, per merito di sponsor privati e di un’efficace campagna di crowfunding, ogni iniziativa troverà applicazione concreta nelle periferie del Paese.

 

Tutto questo viene raccontato nello speciale catalogo in versione graphic novel, mentre l’allestimento si distingue per l’approccio ecologico, che ha condotto alla scelta di reimpiegare materiali già utilizzati, come il legno proveniente dal padiglione irlandese smantellato al termine di EXPO 2015.

 

Taking Care si propone così come un generatore di visioni, in grado di veicolare un nuovo senso dell’architettura, affinché diventi strumento di benessere collettivo.

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