Thailandia, il centro sportivo è eco-friendly Thailandia, il centro sportivo è eco-friendly
Architettura

Thailandia, il centro sportivo è eco-friendly

Scritto da Redazione |

15 Settembre 2017

L’architettura sostenibile è l’obiettivo da centrare per fare sì che il mondo di domani sia accogliente e ricco di risorse: non stupisce allora che le strutture meglio orientate in questa direzione siano quelle dedicate proprio agli uomini di domani, che oggi sono bambini e ragazzi in cerca di spazi belli e confortevoli dove trascorrere il loro tempo. 

È la scelta fatta a Chiang Mai, in Thailandia, dove lo studio Chiangmai Life Architects ha realizzato un centro sportivo di design ad alto impatto tecnologico ma realizzato impiegando un materiale naturale come il bambù, che si ricollega in modo ecologico alla tradizione artigianale del luogo. 

L’edificio è stato progettato per contenere i 300 studenti della Panyaden International School e fin dalle intenzioni originarie degli architetti è pensato per entrare in una relazione armonica con gli edifici preesistenti nella zona, fatti di terra e bambù, e naturalmente con il paesaggio naturale circostante. 

La struttura è molto grande e comprende campi da calcio a cinque, basket, pallavolo e badminton, con l’aggiunta di un palco che può essere sollevato in modo automatico; sui lati lunghi dell’edificio sono invece collocate le balconate riservate agli spettatori degli eventi sportivi e teatrali. 

L’uso esclusivo del bambù garantisce la riduzione delle emissioni di carbonio e, unitamente alla particolare sezione dell’edificio, consente un clima fresco e piacevole tutto l’anno, sfruttando la ventilazione naturale e il processo di isolamento termico

Ispirato ai principi della sostenibilità è anche l’impianto strutturale, composto da un sistema di tralicci di bambù prefabbricati che riescono a raggiungere luci di 17 metri senza connessioni di acciaio; per quanto riguarda le capriate prefabbricate, esse sono state posizionate in seguito grazie all’uso di una gru. 

Una dimostrazione di come il rispetto dell’ambiente possa aprire una strada verso nuovi orizzonti di progettazione.

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Fotografie di Alberto Cosi

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