ALI Parquets a Cersaie 2016, legno e immaginazione per gli spazi di Francesco Librizzi ALI Parquets a Cersaie 2016, legno e immaginazione per gli spazi di Francesco Librizzi
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ALI Parquets a Cersaie 2016, legno e immaginazione per gli spazi di Francesco Librizzi

Scritto da Redazione |

28 Settembre 2016

Di cosa parliamo quando parliamo di ALI Parquets? Parliamo di qualità, precisione, performance. Ma parliamo anche di libertà, progetto, immaginazione. Non è facile rendere tutta la particolarità della proposta firmata ALI Parquets a Cersaie 2016, se non cominciando dal materiale, ossia dalla straordinarietà delle doghe in legno massello prefinito, perfettamente complanari e lavorate in modo così rigoroso da permettere la combinazione infinita di finiture e forme, per dare vita allo spazio che immaginiamo. Perché ALI Parquets è un’azienda del legno dalla storia prestigiosa che tuttavia non teme di reinventarsi, e lo fa anche a Cersaie, grazie al genio creativo dell’architetto Francesco Librizzi, già autore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del 2010 e oggi ideatore per ALI Parquets di un piccolo ma speciale padiglione, formato da quattro stanze (Pop, Custom, Contemporary e Timeless) che sono anche quattro set fotografici, quattro realtà possibili di un catalogo davvero illimitato, dove il legno diventa rivestimento totale per dare forma ad interni sorprendenti. Di questo spazio multifocale, “da sfogliare come un libro”, abbia parlato proprio con il suo protagonista, l’arch. Librizzi. Ecco quello che ci ha detto.

 

“Il nostro spazio espositivo qui a Cersaie 2016 è uno spazio di 8x8 metri su pianta quadrata che abbiamo deciso di dividere in quattro ambienti. L’idea era quella di usare tutto il potenziale tecnico ed espressivo del parquet. Il materiale che vedete è tutta massa e prefinito. In questi anni abbiamo usato alcune tecniche tali per cui essenze diverse oggi possono essere accostate per combinazioni creative con meno di un decimo di millimetro di differenza. È un dislivello non percettibile al calpestio”.

 

“Per fare questo abbiamo immaginato che il parquet fosse il materiale perfetto non per fare solo pavimentazioni, ma anche rivestimenti. Non è così semplice. Abbiamo creato ambienti architettonici in cui il linguaggio tra le parti fosse un tipo di linguaggio diverso. Lo stand è organizzato in modo che i 4 spazi siano come set fotografici molto unitari, dando prospettive di mondi diversi che si inseguono e dimostrano come uno stesso materiale possa non essere in contraddizione con realtà differenti. La possibilità di combinare prodotti di diverse collezioni ti da modo di creare ambienti innovativi. È il posto dove prodotto ed espositore si fondono”.

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Fotografie di Francesco Librizzi (profilo Instagram)

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