Artceram a Cersaie 2017, intervista al patron Alberto Brunelli Artceram a Cersaie 2017, intervista al patron Alberto Brunelli
Design

Artceram a Cersaie 2017, intervista al patron Alberto Brunelli

Scritto da Redazione |

28 Settembre 2017

Dal 1987 è il fiore all’occhiello dell’importante distretto ceramico di Civita Castellana, grazie ad una cultura imprenditoriale fondata sul concetto di Made in Italy, che significa altissima qualità di prodotto, cura del dettaglio, responsabilità sociale e territoriale: ecco la carta d’identità di Artceram, azienda specializzata nella produzione di complementi ceramici per l’arredo bagno, capace di unire la tecnologia più avanzata alla creatività dei giovani designer, nella consapevolezza che fare impresa è anche e soprattutto una questione di valori e di cultura. Di questo e molto altro abbiamo parlato a Cersaie 2017 con Alberto Brunelli, oggi alla guida dell’azienda.

 

Quali sono le novità con le quali Artceram si presenta a Cersaie 2017? 

“Puntiamo fortemente sulla collezione classica chiamata CIVITAS, volutamente chiamata così da Civita Castellana, composta da tutto quello che riguarda i sanitari, console, strutture, specchi, accessori, sia d’acciaio ma soprattutto ceramica.

Il prodotto di battaglia che portiamo a Bologna è The One, che ha un sedile particolare senza cerniere, brevettato, e che ci ha fatto vincere un premio molto importante che siamo in procinto di ritirare qui a Cersaie. Civitas è una collezione completa per mercati ampi, The One, invece, è un prodotto tecnico con spessori sottili”.

 

Quella di Artceram è una storia di innovazione e artigianalità Made in Italy. In che cosa consiste per voi l’equilibrio tra la tradizione storica e la ricerca di nuove tecnologie? Quanto è importante la vostra identità sul mercato internazionale? 

“L’equilibrio è difficilissimo. Tutti vorremmo lavorare con la ceramica, che però, a differenza di altri prodotti, dove le misure sono precise, è un prodotto vivo. Dobbiamo conciliare l’aspetto design con un prodotto cotto in un forno con tolleranze ceramiche. È un prodotto diverso dagli altri, noi ragioniamo su prodotti vivi”.

 

Artceram è da sempre impegnata nella promozione dell’arte, nella valorizzazione del territorio e nella creazione di cultura. Come agite concretamente in questa direzione? 

“Il nostro showroom è una chiesa sconsacrata. Lì oggi organizziamo e ospitiamo eventi, tra cui il Civita Festival. Io la presto alla scuola, al Comune, gratuitamente, loro ci fanno gli eventi. Ecco come si evolve il legame azienda-territorio-cultura”.

 

Quali progetti e/o obiettivi ci sono nel futuro di Artceram? 

“Al Cersaie abbiamo fatto HiArt, la fusione tra Hidra, l’azienda di mio fratello e Artceram, quella dove sono sempre stato io. Una, Artceram, tecnologicamente avanti nel design, l’altra, Hidra, azienda storica di tradizione. Proseguiremo su questa strada”.

 

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