B-LINE, Giorgio Bordin racconta le novità per ambienti da vivere B-LINE, Giorgio Bordin racconta le novità per ambienti da vivere
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B-LINE, Giorgio Bordin racconta le novità per ambienti da vivere

Scritto da Redazione |

06 Aprile 2017

Parlare di B-Line significa parlare di uno dei brand che hanno fatto la storia del design italiano, a partire dall’iconico carrello Boby, disegnato da Joe Colombo nel 1970. Sono passati quasi 50 anni da allora, ma B-Line non ha mutato il suo stile eclettico, la sua voglia di innovare, la spinta a collaborare con i più grandi nomi della progettazione internazionale. Così come non cambia la consapevolezza dell’italianità, come identità, come patrimonio di cultura e di idee, come base produttiva per un’offerta di altissima qualità richiesta in tutto il mondo. A raccontarci novità e progetti, spirito contemporaneo e attenzione alla sostenibilità, è l’amministratore unico Giorgio Bordin, che abbiamo incontrato al Salone del Mobile 2017.

 

Quali sono le novità che B-Line presenta al Salone del Mobile 2017?

“Le novità quest’anno sono tre e parliamo di una chaise longue disegnata da Raffaella Mangiarotti e Ilkka Suppanen, adatta sia per l’outdoor che per l’indoor e costituita da una struttura in tondino cromato e dei cuscini. Questi la rendono molto confortevole e comoda. Il suo puff è la parte sottostante la struttura, che è composta da due gusci. Il bello è che queste due parti si compenetrano e i cuscini possono essere riposti nel mezzo e durante l’inverno. Se usata per l’outdoor, può essere riposta in modo abbastanza compatto. C’è un concetto forte sull’uso dei materiali: tondino, riciclabile, acciaio, staccabile dall’imbottitura. C’è anche un tema ecologico molto forte,  incentrato sul ridurre gli spazi per il trasporto e a casa. È l’esempio di una funzionalità unita all’estetica. La seconda novità è la Sedia Toro di Michael Geldmaker. È iconografica perché rappresenta schematicamente un toro. Inoltre è disponibile in tre versioni: in legno (indoor), imbottita e in trecciato (outdoor). Questa varietà rende il prodotto estremamente versatile. Va bene per la casa e per il contract, visto che è impilabile. La terza è la mensola Nubila di Elena Salmistraro. La forma è particolare, sembra un vassoio che avanza. È in legno rovere. Ma oltre a questi abbiamo tanti altri prodotti da presentare”.

 

Che cosa significa per voi il concetto di Made in Italy?

“Fatturiamo il 95% all’estero e tocchiamo tutti e 5 i continenti. Made in Italy è un termine a mio avviso molto abusato, soprattutto in questo periodo in cui grandi brand marchiano ogni prodotto come Made in Italy nonostante questi vengano poi realizzati in tutto il mondo. L’orgoglio della produzione B-Line è avere fornitori che ci seguono per la componentistica nel raggio di 100km. Questo è un ulteriore tema della sostenibilità della nostra produzione. Noi abbiamo scelto di produrre tutto in Italia, controllando tutto nel nostro Paese. Il Made in Italy è presentare prodotti innovativi e all’avanguardia, cercando di capire e interpretare il brand. Quando andiamo in giro per il mondo, ci accorgiamo che noi italiani riusciamo sempre a essere un passo avanti”.

 

Vi occupate di arredamento design sia per la casa sia per l’ufficio: esistono delle esigenze comuni a entrambi i contesti? Quali tendenze rilevate?

“Facciamo più casa e contract, ma anche ufficio. Uno dei nostri macro settori è anche il medical. La tendenza comune più forte ed evidente è che non ci immaginiamo più un ufficio come una volta, fatto di archivi, magazzini, scrivanie e faldoni. Oggi gli uffici sono luoghi in cui vivere, e stanno cambiando. Il trend è quello di rendere anche questi ambienti rilassanti, riposanti, confortevoli e funzionali. L’arredamento nel nostro settore deve orientarsi su questo. Apple e Google lo testimoniano. L’arredamento deve essere sempre più crossover e versatile per casa e ufficio”.

 

Obiettivi per il futuro?

“Tante, troppe cose. B-Line è nata nel 1999 ed è cresciuta tanto. Nell’immediato un 35% di fatturato in più. So che quest’anno possiamo farlo”.

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