Catellani & Smith, alla Design Week Enzo Catellani racconta l’innovazione della luce Catellani & Smith, alla Design Week Enzo Catellani racconta l’innovazione della luce
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Catellani & Smith, alla Design Week Enzo Catellani racconta l’innovazione della luce

Scritto da Redazione |

07 Aprile 2017

Plasmare e riplasmare la luce, unendo la cultura artigianale alle ultime tecnologie domotiche. Una sfida che non spaventa Enzo Catellani, fondatore di Catellani & Smith, una realtà aziendale che negli anni ha fatto dell’eccellenza la sua carta d’identità, dimostrando come sia possibile valorizzare qualsiasi luogo, all’interno o all’esterno, costruendo sistemi luminosi in grado di trasmettere una sensazione, un’emozione. In occasione della Milano Design Week Enzo Catellani ci ha raccontato i successi di un’azienda che continua a evolvere ogni giorno, perché il progetto migliore nasce dall’esperienza passata, ma guarda dritto verso il futuro. Lo ha fatto dalla terrazza del nuovo concept store Salvioni Milano Durini in via Durini 3, un edificio milanese dei primi del '900 di cui Catellani ha curato l'illuminazione.

 

Come mai la scelta di questa location?

“Questa location è frutto della collaborazione con l’architetto Rocchi, il professionista dei signori Salvioni. Quando Rocchi ha suggerito questo concept, ha interpellato me e mi ha chiesto se fossi interessato. Noi abbiamo fornito tutte le lampade. Ci ha permesso di esprimerci in un certo modo. Ad ogni piano è presente una collezione diversa. Visto lo sforzo per far funzionare tutto credo l’accordo sarà di almeno 3 anni”.

 

Come volete valorizzare l’outdoor? Quali proposte portate in questa design week?

“Noi quest’anno, dopo due anni di gestazione, abbiamo finalmente finito e definito questa collezione per esterni. Un’idea nata due anni fa. Era l’occasione giusta, fatta eccezione per il Fil de fer, per esplorare l’esterno, rimasto fino ad oggi un terreno vergine. Il discorso è partito con l’occasione fantastica garantita da queste terrazze, che ci hanno permesso di mostrare la potenzialità della nostra collezione outdoor”.

 

Date molta importanza alla parte customizzabile del prodotto. Come design e innovazione trovano spazio nell’adattamento a spazi ed esigenze particolari?

“Viene facile, perché il prodotto è assolutamente artigianale. Non avendo vincoli di stampi, possiamo essere molto flessibili, elastici e aperti, oltre che collaborare con facilità, guardando a idee ed esigenze. Abbiamo fatto molte cose customizzabili”.

 

Come coniugate tutto questo con l’innovazione?

“Abbiamo un ufficio tecnico che sviluppa il prodotto. Siamo molto innovativi. Abbiamo prodotti che hanno caratteristiche di induzione, comandi remoti, domotica. Il mercato oggi è questo. Il fatto di avere un prodotto fortemente artigianale e manuale è il nostro punto di forza. Simbolo della nostra innovazione è Eco-logic Light, che ha portato una creatività nuova nell’uso del led. Prima dovevi girare attorno al porta lampada e alla lampadina, con il led è cambiato tutto. Potevamo essere più creativi”.

 

Le tendenze di questo Salone crede che siano queste?

“Le tendenze del Salone sono difficili da decifrare. Questo è un momento di stasi e noia. Questo led ha permesso a tutti di fare qualcosa. C’è grande confusione, è un momento di scremature. Il mercato si sta pulendo da questa ubriacatura del led a tutti i costi”.

 

Che progetti avete per il futuro?

“Gli obiettivi del futuro sono due: uno è già stato raggiunto, che è quello di aver toccato l’esterno. Il secondo è quello di lavorare sull’immagine. Stiamo ri-fotografando tutto. Vuol dire più di 200/250 lampade. Scremare, fare un catalogo nuovo, senza buttare via nulla, stampando solo il meglio rappresentativo di una collezione senza i sotto-modelli (che saranno comunque disponibili) è il nostro obiettivo. Ci siamo dati come scadenza il 2018. Siamo molto avanti”.

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