Il lavoro più bello del mondo: il designer Gino Venturelli si racconta a Matrix4Design Il lavoro più bello del mondo: il designer Gino Venturelli si racconta a Matrix4Design
Design

Il lavoro più bello del mondo: il designer Gino Venturelli si racconta a Matrix4Design

Scritto da Redazione |

27 Ottobre 2016

Designer dalle competenze molteplici e dagli interessi sfaccettati, Gino Venturelli è oggi una delle figure più rilevanti nel mondo del design industriale. Un settore in continua evoluzione, che lui sfida e interpreta ogni giorno con il suo studio di progettazione e con una curiosità instancabile, spinto ad affrontare sempre nuove tematiche ed esigenze, mantenendo ben salda quell’identità italiana da cui tutto è cominciato. Art Director del gruppo Gerflor, da quarant’anni fornitore ufficiale di rivestimenti olimpici, Venturelli ha ricevuto importanti riconoscimenti (recentissima l’assegnazione del Red Dot Design Award 2016 per il suo progetto Creation70) ma non smette di sognare nuovi mondi, magari anche in digitale. La fatica? Impossibile sentirla, quando si ha il privilegio di “fare con passione il lavoro più bello del mondo”.


 

Nel 2016 il gruppo Gerflor, di cui lei è Art Director, si è confermato per il quarantesimo anno consecutivo il principale fornitore olimpico di rivestimenti, grazie ai pavimenti sportivi Taraflex scelti per i Giochi di Rio. Perché le federazioni sportive sono così fedeli al vostro marchio? Quali sono i valori distintivi dei vostri prodotti?

“Si tratta di una questione di metodo e di merito. Di metodo perché esiste in Gerflor un gruppo di persone competenti specializzate che seguono da vicino le federazioni e sviluppano in modo sartoriale i progetti per i grandi impianti sportivi. Di merito perché Gerflor é nata nello sviluppo di prodotti dedicati allo sport indoor e continua ad investire costantemente in ricerca e soluzioni applicative. Pensate che il pavimento di ogni grande impianto viene pre-assemblato e testato presso il nostro Technocenter, struttura dedicata alla formazione dei posatori, ma anche spazio per la posa di pavimenti tecnici e sportivi. Parallelamente si sviluppano nello stabilimento attiguo con la ricerca e sviluppo i prodotti del futuro che devono rispondere a rigorose caratteristiche di sicurezza e performance.”

 

 Il 2016 è stato un anno molto importante per lei anche grazie all’assegnazione del Red Dot Design Award per la sua collezione Creation70. Che cosa può dirci di questo progetto? Quanto conta per lei questo riconoscimento?

“In effetti si tratta di un premio veramente gradito, benché inatteso. E' stata premiata la prima collezione Création 70 LVT che ho seguito dopo il mio arrivo in Francia a gennaio 2014 dove non ho potuto intervenire più di tanto in termini di innovazione design, ma ho lavorato in modo chirurgico per l'armonizzazione della gamma e per l'integrazione strategica di nuove superfici quali tessuti e pietre accanto ai prodotti tradizionali quali parquet e cementi. Personalmente considero molto più creative altre novità presentate in seguito con Gerflor, ma ho apprezzato la stima professionale espressa delle motivazioni. Dopo oltre 27 anni di lavoro e di crescita costante nell'ambito del design industriale, mi sento come un vecchio lupo di mare, ed il mio mare é formato da superfici di piastrelle ceramiche, marmi, pelle, legno e PVC! A parte gli scherzi, non mi sento assolutamente arrivato, ho ancora la curiosità del bambino negli occhi e cerco costantemente nuove soluzioni tecniche e progettuali per portare all'eccellenza i prodotti dei quali mi occupo con il privilegio di fare con passione il più bel lavoro del mondo”.


La sua carriera ha una caratura internazionale ma le sue origini sono modenesi. Quanto è importante l’italianità nel suo lavoro? Si può dire che il suo talento creativo affondi le radici nella storica tradizione del migliore Made in Italy? Il brand Italia è ancora una garanzia di successo ed esclusività nel mondo del design?

“Le radici italiane sono la base inconfutabile di ogni successo raggiunto. Non ho mai creduto più di tanto nel gene della creatività, ma credo profondamente nella contaminazione culturale che esiste da noi in Italia e che, nonostante tutto, favorisce la crescita e lo sviluppo di piccoli, grandi talenti. Mia madre ha studiato da figurinista ed é un'eccellente pittrice, mia sorella é stilista di moda presso la maison che ha vestito la nostra first lady la sera del ricevimento di Obama, ma insisto sul fatto che si tratta di un ambiente unico, favorevole alla fioritura di una cultura votata alla creatività e all'innovazione. Se poi vogliamo parlare di competitività, questa cultura del design applicata ai distretti industriali non ha uguali nel mondo, bisogna solo far attenzione a non distruggere l'equilibrio fra aziende produttrici, design e innovazione tecnologica. La creatività e cultura italiana inserita in strutture multinazionali strutturate, meritocratiche ed orientate all'investimento ha permesso a me e molti miei connazionali di successo di farsi apprezzare su più ampia scala nel mondo. Gerflor nel mio caso mi ha dato la grande opportunità di poter utilizzare la mia creatività sperimentando allo stesso tempo. Per questo mi rivolgo agli imprenditori italiani che troppo spesso osano meno di altri, pur conservando il prestigio e la reputazione di aziende leader, il design ci ha resi grandi, ma é un motore che va continuamente alimentato con nuovi progetti e investimenti”.

 

Quali sono secondo lei le tendenze e i materiali del futuro nel campo della progettazione industriale ma anche nella decorazione d’interni?

“Credo che nel nostro settore sia proprio il pavimento in Vinile la vera rivoluzione in atto, grazie alle sue caratteristiche tecniche, alla sua flessibilità, facilità di posa e decorazione. La tecnologia digitale sta entrando con sempre maggior peso nella decorazione del prodotto anche se l'eliografia e altre tecniche tradizionali esaltano maggiormente l'utilizzo di colori saturi e materici. Il passaggio evolutivo é certamente rappresentato dalla sostituzione graduale di materie prime con fonti rinnovabili e materiale riciclato, questo sia per un migliore impatto ambientale, ma anche per rispondere all'esigenza di avvicinare sempre più l'edilizia alla bio architettura. Gerflor in questo campo è un avanguardista: le sue collezioni escono già riciclate in percentuali che vanno dal 20 al 100% secondo la gamma, perché rimette nel ciclo produttivo il materiale nobile frutto del taglio e scartato perché in eccesso. Dopo l’utilizzo, il vinilico può vivere di nuova vita riciclandosi in oggetti meno nobili, che vanno dai concetti autostradali, ai serramenti, all’arredo urbano. Un’azienda francese riutilizza il vinilico Gerflor per creare accessori per la casa e per la persona. E non dimentichiamo che Gerflor emette nell’aria quantità di VOC (Volatile Organic Compounds) 10 volte inferiori a quanto richiesto dalle normative europee. Il fatto che molti tra i suoi prodotti non abbiano bisogno di colla per la posa riduce ulteriormente la materia inquinante nell’aria. Insomma, tutta la produzione Gerflor ha un’impronta ecologica: i materiali vengono creati con l’obiettivo di ottimizzare l’impatto ambientale ad ogni stadio del ciclo di vita dello stesso. Tutte le gamme vengono fornite di documentazione EPD. Inoltre Gerflor collabora a livello mondiale nel Green Building”.

 

 
A che cosa sta lavorando in questo momento? Quali sono i suoi prossimi obiettivi?

“La nostra é una grande realtà industriale multinazionale da oltre 800 milioni di euro con oltre 3600 dipendenti, é quindi importante creare prodotti efficaci su ogni mercato, rendendo l'azienda sempre più competitiva, ma garantendo contenuti il più possibile funzionali e condivisibili. Una volta garantita questa base, stiamo creando nuove linee di prodotto innovative su base non imitativa (mi riferisco ai prodotti naturali), che permettano di competere con le migliori firme del design di superficie. In pratica voglio far crescere la "reputazione" del brand attraverso un design originale ed efficace, per un impatto che si possa misurare più in termini di posizionamento che di volume. Il cambiamento in atto é già tangibile all'interno dell'organizzazione aziendale ed ha generato molto entusiasmo, ora si tratta di trasferirlo verso l'esterno, rendendolo visibili i nuovi contenuti”.

Questo articolo parla di:

Precedente

VitrA Innovation Center, quattro anni al vertice dell’R&D Center Performance Index

Successivo

Catellani & Smith, nuvole di luce nel palazzo di MailInBlack

Vetro Liquido, la nuova resina firmata Elekta
Design

Vetro Liquido, la nuova resina firmata Elekta

Elekta by Gruppo Gani è un brand specializzato nella produzione di resine all’acqua per pavimenti e rivestimenti, in grado...

Edilgres presenta i rivestimenti E_Street
Architettura

Edilgres presenta i rivestimenti E_Street

Si chiama E_Street la nuova collezione presentata dal marchio Edilgres, un gres porcellanato che interpreta in chiave...

Design per la nautica: le creazioni di Annibale Colombo
Design

Design per la nautica: le creazioni di Annibale Colombo

Design italiano per la nautica: un settore d’eccellenza elogiato a livello internazionale che viene perfettamente...