Il restauro di 22 Parkside: l’opera di Richard Rogers rivive con HI-MACS Il restauro di 22 Parkside: l’opera di Richard Rogers rivive con HI-MACS
Design

Il restauro di 22 Parkside: l’opera di Richard Rogers rivive con HI-MACS

Scritto da Redazione |

22 Marzo 2018

22 Parkside è la sorprendente dimora monopiano progettata negli Anni Sessanta da Richard Rogers a Wimbledon, che vive oggi come ambiente per gli studenti della Graduate School of Design dell’Università di Harvard (Harvard GSD), per incontri e seminari.

Donata infatti all’Università di Harvard da Lord Rogers e Ruth Rogers, a più di quarant’anni dalla sua costruzione 22 Parkside necessitava di una ristrutturazione e i lavori sono stati affidati allo studio Gumuchdjian Architects.

All’origine la dimora era stata immaginata come costruzione altamente innovativa, in grado di evolversi nel tempo e adattarsi alle nuove tecnologie e ad eventuali cambiamenti di destinazione: da qui la modularità dell’intera struttura, una grande composizione definita da cornici d’acciaio iconiche e riconoscibili; l’edificio era poi caratterizzato da facciate interamente vetrate, pensate per creare originali composizioni tra interni ed esterni, tra loro uniti in un tutt’uno.

Il progetto di restauro progetto di restauro ha dunque seguito una filosofia conservativa, come spiega l’architetto Philip Gumuchdjian:

Gli architetti del nostro studio hanno proposto ad Harvard GSD di ripristinare le condizioni originarie della proprietà, modificata negli anni, e di riqualificare le parti restanti. Ne è nato un progetto visivamente poco invasivo, che ha permesso di sfruttare al meglio i vantaggi offerti dai materiali moderni. Abbiamo sostituito interamente il tetto e i muri esterni, contenenti amianto, demolito alcune strutture aggiunte successivamente, eliminato partizioni interne recenti, sostituito i servizi e i serramenti, ristrutturato il cortile”.

Per quanto ha riguardato gli interni, l’intervento ha visto l’introduzione di due wet room nella Lodge (la casetta), dalle superfici interamente rivestite in HI-MACS, ottenendo un effetto di grande impatto anche grazie al soffitto vetrato che permette alla stanza di godere di molta luce naturale.

HI-MACS, termoformabile, è stato utilizzato per tutte le superfici ed è stato lavorato in maniera tale da eliminare i segni di giunzione, per creare superfici continue e senza interruzioni; esso è infatti un materiale robusto, resistente e igienico perché privo di pori dove possa annidarsi lo sporco, anti-graffio, facile da pulire, resistente alle macchie e all’umidità, oltre che alla luce del sole, che non ne altera l’aspetto, anche a lungo termine.

Per 22 Parkside abbiamo pensato a bagni ampi e uniformi, senza confini visivi e fisici. Non delle docce, ma delle wet-room pratiche, moderne ed eleganti. La soluzione doveva essere di elevata qualità ed esteticamente pura, pur conservando le caratteristiche di robustezza e resistenza volute nel progetto iniziale del 1968. Abbiamo scelto HI-MACS proprio per questi motivi, perché in grado di soddisfare al meglio tutte le nostre necessità” ha dichiarato Michael Ramwell, Project Architect per Gumuchdjian Architects".

Martin Saxby, Country Manager per LG Hausys nel Regno Unito, ha aggiunto:

HI- MACS è un materiale solid surface termoformabile in qualsiasi modo. Viene ampiamente utilizzato nelle wet room e nei bagni, ma anche nelle cucine, negli ambienti sanitari e pubblici, per rivestimenti murali, complementi e molti altri scopi.

Inoltre, LG Hausys HI-MACS, disponibile in una potenzialmente infinita varietà di colori, è lavorato con un processo di riscaldamento che lo rende versatile e ultra-resistente. Questo ci consente di offrire ai nostri clienti la più lunga garanzia sul mercato per un materiale solid surface, ossia 15 anni, a condizione che sia installato da un fabbricante certificato Quality Club”.

Conclude Philip Gumuchdjian:

22 Parkside non è solo una struttura iconica, non un semplice ‘luogo dove vivere’ né tanto meno solo un edificio storico avanguardista; è una casa con un’anima e una memoria proprie. Un luogo con un’aura particolare. La nostra ambizione e la volontà dei nostri collaboratori erano di conservare queste qualità, pur portandole con noi nel ventunesimo secolo. Siamo davvero soddisfatti”.

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