Italcer a Cersaie 2017, intervista esclusiva a Graziano Verdi Italcer a Cersaie 2017, intervista esclusiva a Graziano Verdi
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Italcer a Cersaie 2017, intervista esclusiva a Graziano Verdi

Scritto da Redazione |

06 Ottobre 2017

Un grande progetto d’innovazione, un grande progetto italiano. Si fonda sulle basi del coraggio, della qualità e dell’esperienza la sfida della holding Italcer e del fondo d’investimento Mandarin Capital Partners, che mira a costruire un solido futuro di progresso e mercato per i brand ceramici recentemente acquisiti, tra cui La Fabbrica, AVA e la storica Elios Ceramica. In occasione di Cersaie 2017 abbiamo incontrato Graziano Verdi, già protagonista dell'espansione negli Usa di Graniti Fiandre (facendone la prima matricola al segmento STAR di Borsa Italiana) e oggi alla guida di quello che punta a diventare il nuovo polo italiano della ceramica. Ecco quello che ci ha raccontato.

 

Quali novità presentate a Cersaie 2017? 

“Sarebbe difficile esaurire tutto in una sola risposta. Vi racconto di La Fabbrica e AVA, che sono due marchi di lusso che fanno capo a La Fabbrica, società con sede a Castelbolognese, in Romagna. Abbiamo lanciato diversi nuovi item nel formato 3,20 x 1,60 m, oltre a diverse nuove collezioni di 180 x 80 cm nell’area del legno, del marmo, della ceramica tradizionale. Abbiamo avuto un ottimo riscontro perché diversi progettisti europei e americani ne hanno apprezzato le qualità estetiche. Siamo riusciti a riprodurre marmi come il Portoro, il Michelangelo statuario o delle vene particolari nell’ambito del legno, riproducendo l’effetto legno naturale, facendolo con un processo naturale-industriale che ha un minimo impatto sull’ambiente. 

Abbiamo inoltre recentemente acquistato una società, Elios, che ha una lunga tradizione sul mercato (nasce nel 1968) e abbiamo lanciato nuovi marmi nel formato 3,20 x 1,60 m, quindi lastre immense, e collezioni nuove in 20x120 cm nell’area legno e anche materiali innovativi in 60x120 cm che riprendono effetto delle lamiere.”

 

Le collezioni presentate esprimono i valori della tradizione ceramica italiana. Che cosa significa per voi rappresentare il Made in Italy nel mondo? 

“Il Made in Italy nella ceramica è design e hi-tech. Essere più avanti di tutti. Ci sono tanti asiatici che vengono a prendere ispirazione da noi. Le esportazioni in Cina sono aumentate del 30%, con un settore che cresce del 4%. Questo vuol dire che quantità non significa sempre qualità. Credo che riuscire a fare cose che riescano a distinguersi è la cosa migliore che possiamo fare. Ed Elios è un ottimo rappresentante in questo senso.”

 

Quanto sono importanti per voi la ricerca tecnologica e lo studio della materia? Come interpretate il concetto di innovazione? 

“Noi destiniamo il 3% all’anno a ricerca e sviluppo. Questo ci permette di riprodurre materiali inediti nei nostri stabilimenti, materiali che lasciano il segno in virtù di lavorazioni sofisticate.”

 

Che progetti o obiettivi avete per il futuro? 

“Abbiamo costituito Italcer con il fondo d’investimento italiano Mandarin perché volevamo arrivare a mettere insieme tutte queste aziende che hanno caratteristiche e specialità complementari, tali da dare maggior valore. L’obiettivo è arrivare entro il 2020 a quotare la società in Borsa.”

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