L’energia oltre la materia: Davide Vercelli racconta Blow (s)kulture L’energia oltre la materia: Davide Vercelli racconta Blow (s)kulture
Design

L’energia oltre la materia: Davide Vercelli racconta Blow (s)kulture

Scritto da Giulia Guerra |

31 Marzo 2017

Luce, immagine, suono, flussi di energia. Da sempre Davide Vercelli, ingegnere e product designer visionario, ama sfidare l’immaterialità per restituire concretezza alle intuizioni della fantasia. Lo farà anche quest’anno, grazie all’installazione Blow (s)kulture, che sarà al centro di un imperdibile evento organizzato nel distretto 5Vie e visitabile per tutta la durata della Milano Design Week. L’opera, creata proprio per Matrix4Design, fonda la sua stessa esistenza sul concetto di interazione e per questo coinvolgerà il pubblico in un’esperienza sensoriale senza precedenti, mixando tecnologia e sogno. Ne abbiamo parlato in esclusiva con l’autore.

 

 

Il progetto che presenterà alla Design Week 2017 si chiama Blow (s)kulture. Di che cosa si tratta? Come è nata l’idea?

“Da  sempre sono attratto, quasi ossessionato, dalla possibilità di correlare i fenomeni fisici a segni visibili od udibili; a fenomeni insomma percettibili in maniera evidente con i sensi. Mi attraggono inoltre le trasformazioni energetiche. L'elettricità che si  trasforma in movimento, il movimento che genera flussi, i flussi che destabilizzano un equilibrio ed il disequilibrio che genera urti ed energia sonora, poi di nuovo onde e masse d'aria che si muovono e che il nostro cervello ritrasforma in elettricità, un fenomeno circolare... e alla fine mi ritrovo al punto di partenza. L'idea nasce da tutto questo e da altro ancora e si formalizza nel caso specifico in una serie di strutture orizzontali (qui 14) in grado di oscillare attorno al loro fulcro baricentrico: ad un'estremità una vela, a quella opposta un calice, le strutture sono allineate in modo tale che i calici si possano urtare; alla base 14 microventilatori nascosti che si muovono in relazione ai segnali che arrivano da una serie di sensori posti alla base stessa. Il tutto genera un moto armonico ed una musica in parte casuale e randomica ma proporzionale ai comportamenti degli osservatori.”

 


Quanto è importante per lei che il suo progetto interagisca con il pubblico? Come si manifesta questa interazione nell’ambito di Blow (s)kulture?

“La parte interattiva è fondamentale e parte integrante dell'installazione: senza un osservatore, l'intera struttura è ferma e di conseguenza silente. Solo la presenza di un osservatore ed il suo movimento in relazione ad essa permette a Blow (S)Kulture di muoversi e di manifestarsi.”

 

Nel processo creativo che ha condotto alla realizzazione di Blow (s)kulture materiali e tecnologie a disposizione sono state il punto di partenza su cui modellare l’installazione o viceversa l’idea è venuta prima e gli strumenti sono stati scelti di conseguenza?

“Senza voler apparire presuntuoso o superbo,  ho un grado di conoscenza ed un back ground che mi permettono di non pensare agli aspetti tecnologici delle mie opere. Il pensiero di una installazione e le modalità per realizzarla fanno parte di un unico processo creativo in cui non vi è un distinguo tra l'idea ed il modo di realizzarla. Poi, certo, vengono gli affinamenti: a fine febbraio il modello ed i primi prototipi erano già stati prodotti e testati con successo. Servono poi gli affinamenti nella meccanica e nella parte di gestione elettronica dei movimenti, occorre ottimizzare frequenze di oscillazione e tempi, ma tutti i concetti immaginati funzionano.”

 


Il Fuori Salone, in occasione del quale lei presenterà il suo progetto, ha assunto negli anni un’importanza sempre maggiore nell’ambito degli eventi collaterali al Salone del Mobile. Qual è secondo lei il valore aggiunto del Fuori Salone? Il distretto 5Vie come si colloca in questo contesto?

“Il Fuori Salone è da tempo un fenomeno di costume e Milano, anche agli occhi dei non addetti, vive una suddivisione “tematica” e modale. Ogni zona si è negli anni distinta concentrando tematiche progettuali distinte. Senza voler entrare nell'analisi di tale fenomeno, credo che il distretto 5Vie rappresenti correttamente la coniugazione tra arte e design, e ciò che Matrix4Design mi permette di rappresentare quest'anno personifica a meraviglia questo concetto. Blow (s)kulture non è un prodotto seriale: è design, in quanto muove emozioni e fa ricorso a tutto quell'apparato scenografico tipico anche del design più raffinato; è anche arte contemporanea, in quanto costituisce un’indagine di nuove forme visive e sperimentali; è simbolica, concettuale ed  iconografica.”

 


Che cosa si aspetta da questa edizione della Design Week? Quali saranno secondo lei le tendenze dominanti?

“Personalmente plaudo alla possibilità di visione e riconoscibilità come artista che l'installazione mi potrà dare. In termini generali sono sempre attratto dalle scuole e dalla parte culturale presente in molte zone della città, così come dalle influenze provenienti dell'estero.  Noto che sempre di meno le aziende sono state in grado nelle passate edizioni di comporre proposte che fossero in linea con lo spirito del Fuori Salone, con alcune importanti eccezioni: scoveremo anche quest'anno quali saranno!”.

 

L'evento è stato inaugurato il 5 aprile alla presenza di numerosi ospiti e del designer Davide Vercelli. Ecco le foto:

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