Lualdi, la scelta dell’Europa per l’innovazione porte Lualdi, la scelta dell’Europa per l’innovazione porte
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Lualdi, la scelta dell’Europa per l’innovazione porte

Scritto da Redazione |

15 Novembre 2016

Benché troppo spesso oscurata da tasse e burocrazia, esiste un’Europa positiva e propositiva, capace di credere ancora nel futuro e nell’innovazione. E’ l’Europa del programma comunitario Horizon 2020 - SME Instrument, approvato dalla ‘Executive Agency for Small and Medium-sized Enterprises’ (EASME) della Comunità Europea con un budget stanziato di circa 80 miliardi di euro a gestione diretta, tra i più alti al mondo.

All’interno di questo contesto è stato sviluppato il progetto di Eco-silentwood, che coinvolge tre aziende europee specializzate nella produzione di porte, la tedesca Pado, la slovena Melu e anche l’italiana Lualdi, impegnate nella realizzazione di un prodotto innovativo ad alte prestazioni tecnologiche.


L’obiettivo del progetto europeo è quello di presentare al mercato dell’Unione una porta realizzata in legno eco-innovativo, dal costo competitivo (inferiore ai 650 euro) e caratterizzata da un’alta qualità performativa, soprattutto a livello di insonorizzazione e resistenza al fuoco.

Ognuna delle tre aziende coinvolte nella
sperimentazione sta quindi attualmente
lavorando sulla realizzazione di un prototipo
che sia industrializzabile e che vedrà la luce a maggio 2017, dopo due anni di studio.

In particolare, Lualdi, dal 1960 leader nella produzione di porte e oggetti d’arredo tailor made destinati agli interni, è chiamata in questo caso a concentrarsi su aspetti quali la ricerca di materiali eco-compatibili, come le fibre vegetali, per giungere fino alla riduzione dei consumi energetici in fase di produzione.

Per far fronte a tale complessità d’intenti, Lualdi si è avvalsa della collaborazione di eccellenze europee come Inspiralia di Madrid, per le scelte dei materiali e la simulazioni di prodotto, Cetem di Murcia e Wic di Lubiana per le questioni inerenti le certificazioni del prodotto e l’analisi del ciclo di vita.

Spiega Pierluigi Lualdi, responsabile della divisione Contract, della clientela direzionale e incaricato per la ricerca e sviluppo per la società omonima:

Si tratta di un progetto molto affascinante per diverse ragioni. Innanzitutto perché è un’attività di ricerca e sperimentazione che, come tale, conosce il punto di partenza ma non ne conosce gli sviluppi. Inoltre, stiamo affrontando questa sfida in un clima molto collaborativo con le altre aziende, dovuto proprio alle specificità del mercato all’interno del quale operiamo. Le diversità strutturali delle tre aziende e le dimensioni simili ci facilitano un rapporto da colleghi anziché da competitors”.

La cultura dell’innovazione passa anche da qui.

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