Made in Italy, il futuro è “bedding” Made in Italy, il futuro è “bedding”
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Made in Italy, il futuro è “bedding”

Scritto da Redazione |

18 Ottobre 2017

Cultura del benessere, del buon vivere, del riposo. Basta poco per rievocare i piaceri dell’italian way of life, specialmente quando si parla di “bedding”, ossia dell’industria del dormire, in piena crescita grazie agli investimenti sul tema del riciclo. 

Una situazione incoraggiante annunciata da Fabio Formenti, Consigliere Incaricato del Gruppo Sistemi per Dormire di FederlegnoArredo e amministratore delegato di Simmons, durante l’intervento a Madrid nel corso della 18esima Assemblea annuale di EBIA, la federazione europea del “bedding”. 

La più importante iniziativa strategica del Gruppo, che comprende i produttori italiani accomunati dallo stesso approccio quality-oriented, riguarda non a caso proprio il tema dell’economia circolare. 

«Il tema del fine vita dei materassi – spiega Formenti – già al centro dell’ultima assemblea di EBIA, potrebbe produrre in un prossimo futuro iniziative legislative tese a costruire una filiera virtuosa della raccolta e trattamento dei materassi fuori uso, incentivando anche una progettazione attenta all’intero ciclo di vita del prodotto. Il nostro Gruppo, che raccoglie i principali produttori italiani di materassi, ha costituito a tale scopo una task force di imprenditori e tecnici per poter costruire le condizioni per rispondere in modo efficace a una sfida che si preannuncia molto difficile». 

L'industria Italia dei sistemi per dormire sta infatti concludendo il 2017 con segnali di crescita, come testimoniano i dati del Centro Studi FederlegnoArredo: l’export italiano dei materassi nel 2016 è cresciuto rispetto all’anno precedente del +1,2%, un andamento positivo che continua anche nella prima metà del 2017 (+5%), con esportazioni per un totale di oltre 156 milioni di euro

Nel primo semestre del 2017 i materassi presentano in particolare una forte crescita negli USA (+67,5%) e nei paesi orientali, come Giappone (+5,6%) e Cina (+60,3%), dove l’Italia è il primo fornitore per arredamento; in Europa buoni risultati si ottengono in Francia (+5,2%) e Spagna (+4,1%). 

Buoni i segnali anche sul mercato interno: se il sistema arredamento nel suo complesso ha registrato nel 2016 un incremento del 3,7% sull’anno precedente, anche grazie al positivo influsso del “bonus mobili”, le camere da letto e camerette presentano un segno positivo (+4,6%) e i sistemi per dormire registrano un +2,5%. 

Un altro asset importante è naturalmente rappresentato dal turismo italiano, che sta sperimentando una forte crescita: se confrontiamo il 2008 con il 2016 nessun Paese dell’Eurozona ha visto aumentare il numero di occupati dell’alloggio e della ristorazione come l’Italia, sia in valore assoluto che in percentuale. 

Conclude a questo proposito Formenti: 

«Si tratta di una grande opportunità per il mondo dell’arredo italiano e per migliorare la qualità della ricettività italiana, di cui il buon riposo è un elemento fondamentale».

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