Marco Poletti presenta DNA: intervista esclusiva a Cersaie 2017 Marco Poletti presenta DNA: intervista esclusiva a Cersaie 2017
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Marco Poletti presenta DNA: intervista esclusiva a Cersaie 2017

Scritto da Redazione |

02 Ottobre 2017

Un progetto di contaminazione creativa, pensato per riunire esperienze di impresa diverse ma complementari, con un unico fondamentale denominatore comune: il DNA Made in Italy. Un valore, o un insieme di valori “italiani” (qualità, estro, tecnologia, stile, ma non solo) che vengono celebrati attraverso il concept ideato all’architetto Marco Poletti di Poletti Studio, con il quale abbiamo avuto modo di parlare nel corso di Cersaie 2017. Ecco quello che ci ha raccontato.

 

Il progetto DNA, presente a Cersaie 2017, è una sua creazione. Come la descriverebbe? Che cosa l’ha ispirata? 

“Sono ormai 7 anni che presento questo progetto al Cersaie. È nato come reazione a un momento di crisi. Nel 2010-2011 la trasformazione del mercato ha reso necessario un nuovo modo di interpretare la fiera. Era necessario trovare nuove sinergie. Da qui l’esigenza di portare queste tipologie con un progetto emozionale attraverso l’architettura e il design”.

 

Uno degli elementi cardini di DNA è l’importanza attribuita al legame tra le discipline creative, dall’architettura alla danza, dalla poesia al design. Che cosa significa per lei la contaminazione tra le arti? 

“Il fil rouge è il Made in Italy. Ho cercato di spiegarlo a modo mio attraverso il concetto del DNA che ci contraddistingue nel mondo. Ha la capacità di creare una contaminazione tra forme creative come il design e l’architettura, innescate da forme artistiche che anche in altri Paesi ci sono, ma solo qui in Italia vengono rielaborate, sviluppate e vissute”.

 

Il suo lavoro è anche una valorizzazione del Made in Italy. Che cosa rappresenta per lei il concetto di italianità? 

“L’italianità si sviluppa in Italia e si è evoluta come concetto, diventando unico ed esclusivo. Se trapiantato da altre parti non è la stessa cosa. In un momento di difficoltà come quello di oggi, visto che si sente molto la presenza di investitori esteri che acquistano parti di società, il Made in Italy può essere valore aggiunto”.

 

Quale messaggio vuole trasmettere con questo progetto? 

“Il Made in Italy è un valore aggiunto, un patrimonio. È trasversale. Non si creano queste sinergie a 360 gradi da nessun’altra parte al mondo”.

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