Milleluci a Cersaie 2017: intervista doppia a Davide Vercelli e Angelo Dall’Aglio Milleluci a Cersaie 2017: intervista doppia a Davide Vercelli e Angelo Dall’Aglio
Design

Milleluci a Cersaie 2017: intervista doppia a Davide Vercelli e Angelo Dall’Aglio

Scritto da Giulia Guerra |

08 Settembre 2017

Esplorare le mille sfumature della luce riaccendendo i riflettori di un passato ancora così straordinariamente influente sull’immaginario di oggi. La mostra-evento Milleluci, che ripropone anche quest’anno in occasione di Cersaie il format messo a punto da Davide Vercelli e Angelo Dall’Aglio per fare incontrare aziende e professionisti del settore design creando opportunità di business, prende ispirazione proprio dall’omonimo programma TV condotto nel 1974 da Mina e Raffaella Carrà: l’obiettivo è quello di raccontare il presente e il futuro del design valorizzando uno degli elementi decisivi nel modellarne forme e volumi, la luce appunto. Molte le aziende coinvolte nel progetto, ad arricchire un percorso che attraversa la storia dello spettacolo e del costume in Italia, per trasportarci in un mondo colorato e luccicante dove la creatività sta al passo con la tecnologia. Ecco il racconto dei due ideatori.

DAVIDE VERCELLI, ingegnere e product designer

(Nato nel 1966 a Varallo (Vc) si laurea in ingegneria al Politecnico di Torino; designer e art director, ha ricevuto due selezioni per il compasso d'oro e prestigiosi premi internazionali: Design Plus, l'International design awards e il Good design award www.davidevercelli.it ).

 

La mostra evento che proponete a Cersaie 2017 ha un titolo evocativo: Milleluci. Su cosa saranno puntati i riflettori?

“Sulle luci ovviamente! E sul nostro immaginario, personale e comune alla nostra generazione. Milleluci è stata una trasmissione prodotta dalla Rai, diretta da Falqui nel 1974.  Otto puntate, in onda il sabato sera, condotta da Mina e Carrà, si chiudeva con una Mina “femme fatale” che cantava Non gioco più. Uno sballo per un bambino di 8 anni. Ogni puntata celebrava un diverso genere di spettacolo, e noi nostalgici indefessi celebriamo in dieci set i film, le fiction, i fumetti e la musica a cui siamo emotivamente più legati. Le luci e la modalità con cui una adeguata illuminazione modifica la percezione dello spazio e degli oggetti rimangono il tema sotterraneo e vero della mostra.”

Lo spazio avrà un’organizzazione espositiva molto particolare, con rimandi agli anni 70 e al mondo dello spettacolo: puoi darci già qualche anticipazione in proposito?

“L'intero spazio è stato immaginato come un ampio corridoio, in cui al centro insisterà l'area lounge mentre ai lati leggermente sopraelevati avremo i set, 5 per lato. Di fronte all'ingresso il bar e le zone dedicate ai media. Ogni set avrà una immagine di sfondo retroilluminata che rimanderà al tema cui è dedicato, ed un'ambientazione con prodotti ed oggetti coerenti con esso. Una serie di cappe sonore esterne ad ogni set permetterà di  immergere il visitatore in un'esperienza più totale coinvolgendolo anche acusticamente (ed emotivamente). I Set indagano vari temi, dalla Lirica con Madama Butterfly ai Comics con Valentina, dall'horror con Shining alla commedia con Frankenstein Junior.”

Tra le aziende partecipanti, quali nomi e progetti di rilievo potete già segnalarci? 

“Visto che di luci si parla, lo sponsor principe sarà Artemide con Danese, affiancate da Melograno Blu e Seletti, già nostri partner lo scorso anno. Per le superfici Lea Ceramiche, Ricchetti,  Marazzi, Casalgrande, Emilceramica, Del Conca, Tagina, ma anche Wall&Deco, Oikos, Itlas e Julia Marmi per le pietre naturali.  Tra le aziende del settore bagno:  Ceramica Flaminia, Hom, Rubinetterie Treemme, Cordivari.”

 

ANGELO DALL’ AGLIO, architetto

(Nato a Bologna nel 1969 si laurea al Politecnico di Milano in Architettura con indirizzo in disegno industriale e arredamento; dal 2015 è responsabile organizzativo di promos srl, segreteria operativa di Cersaie). 

Come suggerisce il nome della mostra, il tema della luce sarà protagonista. Da dove nasce la volontà di valorizzare proprio questo settore design? 

“Nasce dalla consapevolezza che senza luce non si riuscirebbe a “vedere” il design e dunque la luce è fondamentale per esaltare le superfici, i volumi e gli stessi prodotti di design. La luce non coinvolge solo la percezione visiva ma è soprattutto emozione.” 

Quanto sarà importante l’aspetto legato al coinvolgimento visivo ed emozionale del visitatore? Come lavorerete sul versante della percezione e della suggestione? 

“Da un lato scegliendo corpi illuminanti dedicati per ogni set, in base all’opera esposta e ai materiali, dall’altro cercando di immergere il visitatore nell’opera teatrale o cinematografica anche attraverso la musica, che sarà udibile solo in corrispondenza di ogni set. Cercheremo di emozionare mettendo in risalto materiali, superfici, oggetti e quindi il design italiano.” 

Quali obiettivi vi proponete di centrare con il format di quest’anno?

“Il format non cambia rispetto alle scorse edizioni, ovvero cerca di  rappresentare il meglio dell’italian style attraverso una cordata di aziende che espongono i propri prodotti in ambientazioni progettate ad hoc in cui ogni singolo oggetto viene esaltato. Il fine è di dare suggestioni e indicare dei trend alle migliaia di visitatori, soprattutto stranieri, che arrivano a Cersaie, attraverso la presentazione di concept di grande effetto. Inoltre, per le aziende coinvolte è l'occasione per fare rete e per creare una valida occasione di visibilità complementare all'esposizione tradizionale. Cambia invece come ogni anno il tema:  dopo le spiagge, le stazioni e i porti, si approda quest'anno alla luce. Milleluci, appunto.”

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