Treemme Rubinetterie a Cersaie 2017, intervista esclusiva a Riccardo Michelangioli Treemme Rubinetterie a Cersaie 2017, intervista esclusiva a Riccardo Michelangioli
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Treemme Rubinetterie a Cersaie 2017, intervista esclusiva a Riccardo Michelangioli

Scritto da Redazione |

05 Ottobre 2017

Esplorare, ricercare, innovare e realizzare. Quattro verbi, quattro missioni che caratterizzano l’impegno industriale di Treemme Rubinetterie, azienda toscana che da 40 anni non si stanca di proporre al pubblico collezioni di alta qualità ed elevate prestazioni funzionali, spaziando dallo stile tradizionale a quello più contemporaneo. Accanto ad un processo di lavorazione saldamente Made in Italy, inoltre, il team di Treemme Rubinetterie ha saputo recentemente introdurre anche la creatività visionaria di studi di progettazione d’avanguardia, grazie alla cui collaborazione sono nate linee ancora più sofisticate per design e grado di personalizzazione. Ne abbiamo parlato con Riccardo Michelangioli, Direttore Ricerca e Sviluppo del brand, che in occasione di Cersaie 2017 ci ha rivelato tutte le novità in programma.

 

Quali sono le novità che Treemme Rubinetterie presenta a Cersaie 2017? 

“Di novità ne abbiamo portate tante. Alcune sono esplorative, quindi oggetti che presentiamo, ne discutiamo con i clienti e verifichiamo se siano progetti da portare avanti o meno. Altre sono novità già reali e importanti da sviluppare.  In particolare ci sono due collezioni abbastanza semplici, la Hask e la Bambù. La Bambù era già stata presentata a Francoforte e a inizio anno sarà vendibile.

Mentre Hask sarà vendibile da aprile 2018.

Sono due collezioni semplici, perché negli ultimi anni abbiamo presentato tanti prodotti innovativi, alti di gamma sull’acciaio, quindi target molto alto. Ora avevamo bisogno di riposizionarci su prodotti da vendita giornaliera, con forme tondeggianti. La novità tecnica più importante è un incasso termostatico che riesce a stare nei 55 mm, quindi molto interessante per i progettisti. Ce lo richiedono tantissimo in tutta Europa e anche gli installatori e costruttori italiani lo apprezzano. Altra cosa che abbiamo portato come progetto innovativo sono i rubinetti in cemento, materico. Il cemento era già stato utilizzato in alcune maniglie. Fare un rubinetto intero in questo materiale non era mai stato fatto ed è stato apprezzato. Saranno collezioni molto ristrette. Infine c’è una collezione un po’ più neoclassica, che abbiamo chiamato Ios e Kos, poi vedremo i nomi effettivi e definitivi quali potranno essere. Riprende la colonna dorica e ha una maniglia in cristallo.”

 

Come conciliate nei vostri prodotti l’attenzione all’aspetto estetico e le fondamentali necessità di funzione? 

“Non è facile: non a caso la linea 5 mm rappresenta la perfezione nel combinare l’estetica alla tecnica e alla funzionalità. 5 mm ci è stato presentato dall’ingegnere Castagnoli come elemento prettamente tecnico a cui abbiamo combinato la parte di design tramite Marco Fagioli e Emanuel Gargano, che hanno dato una bella carrozzeria a un buon motore. Per noi è un must non fare solo cose estetiche, ma trovare la parte tecnica e funzionale nel design. Facciamo tanta sperimentazione: quando i nostri prodotti vengono ideati cerchiamo di fare prove per combinare le due cose.”

 

Quali sfide vi attendono per il futuro? 

“Stiamo cercando di trovare il lato green sul discorso finiture. PVD e acciaio ci permettono di non avere la parte galvanica, riuscendo ad avere un prodotto che può andare in tutto il mondo con tutte le certificazioni che bloccano l’ottone. Abbiamo avviato un progetto sul trattamento superficiale in cui non si utilizza la galvanica. Poi, a livello di azienda, stiamo potenziando la parte acciaio e stiamo sviluppando la parte del termostatico nonchè una famiglia di nuovi incassi che seguano le richieste del mercato.”

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