Tsara Project, quando il design cambia il mondo Tsara Project, quando il design cambia il mondo
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Tsara Project, quando il design cambia il mondo

Scritto da Redazione |

15 Dicembre 2016

Il design come strumento di sviluppo: una certezza e un auspicio che guidano la vita e l’opera del designer Giulio Vinaccia, dal 1993 impegnato a ripensare il design come mezzo per la crescita sociale ed economica dei paesi in difficoltà, grazie alla metodologia progettuale “Design as a development tool” applicata su progetti internazionali realizzati per governi e istituzioni di aree in via di sviluppo.

 


Vincitore nel 2016 del prestigioso Compasso d’Oro ADI, di recente Giulio Vinaccia ha lanciato in Madagascar lo Tsara Project, da lui ideato e condotto in collaborazione con UNIDO (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale) e grazie al finanziamento di NORAD (Norwegian Agency for Development Cooperation).

 


L’obiettivo era quello di dare una nuova speranza a duemila donne artigiane relegate ai margini della società: coinvolgendo Farafangana, una comunità femminile in lotta per l'affermazione dei loro diritti civili, è stato possibile far nasce un’impresa potenzialmente autonoma che crea borse e arredi in nylon e fibre naturali intrecciati.

 


Racconta Giulio Vinaccia:

“Siamo partiti da quello che sono in grado di fare, cesti e intrecci in fibre naturali come paglia e rafia, e dalla tessitura dei loro cappelli tradizionali. Abbiamo poi coinvolto altre due comunità ai margini: Dieudonné che accoglie persone disabili alla periferia di Antananarivo e che ritaglia fogli di metallo dal riciclo di barili, e quella di artigiani 67 Ha, che lavora il metallo nel più povero sobborgo della Capitale.”

 

“E’ nata sotto il marchio di Tsara, che significa ‘bello’ nella lingua locale, una collezione di borse realizzate per la business class dell’Air Madagascar, e una serie di arredi per in e outdoor da distribuire nei resort turistici della costa o dei vicini Réunion, Seychelles e Maldive”.

 

 “Abbiamo poi realizzato una mostra nel Palazzo della Regina. È stata la prima volta nella storia che donne della casta più povera vi accedevano. Una vittoria enorme. L’establishment era scandalizzato. Per l’eco e la portata sociale dell’iniziativa, il finanziamento di partenza di 50mila dollari si è trasformato in due milioni e in un progetto triennale che prevede assistenza sanitaria e alimentare, formazione per i bambini e un corso di design per istruire i designer locali.”

 

“Le ragazze più brave stanno insegnando alle altre a leggere e scrivere e infine ad usare il computer per arrivare all’indipendenza commerciale e finanziaria del progetto. Il modello d’impresa è pensato per venire incontro alle loro esigenze di vita e famigliari, ad esempio con non più di 4-5 ore lavorative al giorno. Tsara ha coinvolto oltre duemila artigiane e altre comunità ai margini. Per me è il progetto feticcio, quello che mostra la possibilità del cambiamento”.

 


Oggi Tsara Project è un programma triennale di sviluppo integrato, che riunisce istruzione, assistenza alla salute e cultura d’impresa: perché il design può anche cambiare la vita.

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