Vimar, lo spirito dell’innovazione tra conferme e nuove sfide: intervista esclusiva al responsabile marketing sistemi Alessandro Ravagnin Vimar, lo spirito dell’innovazione tra conferme e nuove sfide: intervista esclusiva al responsabile marketing sistemi Alessandro Ravagnin
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Vimar, lo spirito dell’innovazione tra conferme e nuove sfide: intervista esclusiva al responsabile marketing sistemi Alessandro Ravagnin

Scritto da Redazione |

22 Settembre 2016

Sguardo puntato sul futuro, ma con un background che si mantiene tenacemente italiano. Si potrebbe riassumere così la filosofia di Vimar, azienda veneta che nel grande e dinamico firmamento dell’innovazione è di certo tra le stelle più luminose. Specializzata nella domotica e nella produzione di materiale elettrico, Vimar rappresenta una realtà d’impresa fortemente radicata sul territorio, che ha combattuto con energia la crisi degli ultimi anni a colpi di qualità del prodotto, cura del dettaglio, attenzione alle esigenze del cliente. La partita può dirsi ormai vinta, ma le sfide continuano: imporsi sul mercato internazionale e aiutare l’economia nazionale a risollevarsi sono soltanto due degli obiettivi per il futuro, da perseguire puntando come sempre sullo sviluppo tecnologico e sulla ricerca design. Un programma ambizioso, in puro stile Vimar: ce lo racconta Alessandro Ravagnin, ingegnere e responsabile Marketing sistemi dell’azienda.

 

 

Vimar è innovazione ma anche estetica e design: cosa rende inconfondibile lo stile dei vostri prodotti?

“Sicuramente l’attenzione al dettaglio, ai materiali e alle finiture. I nostri designer sviluppano i vari concept dei prodotti che coi vari market test andiamo a testare nel mercato prima dello sviluppo e commercializzazione. La cura nelle geometrie, nei materiali, nelle finiture e nella qualità del prodotto è molto elevata, come pure per l’attenzione per le interfacce utente e la loro usabilità, sempre più importante nel mondo della domotica. Questa fortissima attenzione al dettaglio si ripercuote sulla qualità dei prodotti, che sul mercato ci danno soddisfazione e per i quali otteniamo feedback positivi. Punto cardine della nostra filosofia aziendale è la segmentazione dell’offerta: sulle serie civili, core business dell’azienda, abbiamo ampliato la gamma di prodotti, per soddisfare tutti i gusti e tutte le esigenze, stilistiche e di portafoglio, del cliente, come pure sull’offerta domotica, abbiamo segmentato l’offerta tra domotica per residenziale By-me, alla portata di tutti gli installatori elettrici, e l’automazione per terziario basata su standard KNX, alla portata di un target più evoluto. Un’attenzione di questo tipo si concretizza in una gamma variegata come la nostra”.

 

Particolarmente forte è il vostro legame con Marostica, nel vicentino, città d’origine dell’azienda, dove mantenete ben salda la filiera produttiva. Quanto è importante la collaborazione con le professionalità locali? Cosa rende il marchio Made in Italy una garanzia di qualità ed efficienza?

“Il radicamento nel territorio è molto importante, così come importante è la città di Marostica. Molti dipendenti sono di qui. La bellezza di questi posti si ripercuote sullo stile dei prodotti e sulle persone che ci lavorano, che, trovandosi bene in un ambiente familiare, si impegnano per sviluppare prodotti nel miglior modo possibile. Il Made in Italy è un valore su cui noi continuiamo a puntare nonostante questo comporti notevoli difficoltà. Ti trovi a competere in un mercato internazionale con produttori che, per abbattere i costi, producono altrove. È difficile mantenere la competitività. Ecco perché vogliamo insistere su una produzione di alto livello: per spingere sulla qualità e sul valore di un marchio riconosciuto a livello internazionale come quello del Made in Italy”.

 

Lei crede che il Made in Italy abbia ancora fascino a livello internazionale?

“Sì, se si continua a investire in ricerca, innovazione e design. Economie di scala, che possono avvalersi di grandi colossi, sono difficili da raggiungere per un’azienda come Vimar. La nostra focalizzazione ci permette, però, di avere quel passo in più. All’estero, nei Paesi in cui il Made in Italy viene apprezzato, abbiamo successo perché il mix tra design, stile e comunicazione del prodotto piace”.

 

Per quanto riguarda materiale elettrico e domotica, quali sono oggi le maggiori richieste del mercato? E quali sono le risposte messe a punto da Vimar?

“C’è da dire che il mercato italiano, rispetto ad altri mercati, soffre del calo d’investimenti degli ultimi anni. Ci si è spostati da impianti nuovi a quelli ristrutturati, perciò oggi c’è domanda di soluzioni che permettano di assecondare questi bisogni. Elevare il generato per impianto è quello che la domotica ha permesso di fare in questi anni. Prima un impianto elettrico era composto da qualche presa e qualche interruttore, oggi la domotica ha permesso a un’elite di elettricisti di aumentare il valore di un impianto. Con la domotica si può offrire al cliente una soluzione varia e scalabile. Il mercato negli ultimi anni ha continuato a crescere nonostante la recessione del civile tradizionale e gli elettricisti che hanno scelto di specializzarsi si sono ingranditi. Il nostro catalogo è cresciuto per sostenere questa tendenza. Ogni anno il catalogo della domotica viene potenziato per offrire una maggiore segmentazione di prodotti che ci permette di rimanere competitivi nel settore”.

 

Un obiettivo per il futuro?

“Sicuramente l’obiettivo è quello di crescere in un mercato che in Italia, dalle ultime stime, dovrebbe ripartire e aiutare e sostenere la filiera nella crescita. Questo anche grazie ad aziende come la nostra, che sono il motore del settore. All’estero il nostro obiettivo è quello di entrare in nuovi Paesi e consolidare quelli in cui siamo già presenti, valorizzando sempre il Made in Italy”.

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