Architettura

A Londra i disegni di Zaha Hadid

Dicembre 28, 2016

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A Londra i disegni di Zaha Hadid

Disegnare prima di costruire. Per tracciare direzioni, vedere forme, pensare il futuro. Lasciare un segno sulla carta e poi lasciarlo nel mondo. Lo fanno i grandi architetti, lo faceva Zaha Hadid. E oggi a Londra, fino al 18 febbraio, è possibile vedere quegli schizzi, quei quadri, quei colori registrati per sempre sui quaderni di uno degli architetti più importanti della storia contemporanea.

 

Early paintings and drawings è il titolo della mostra allestita negli spazi della Serpentine-Sackler londinese, sorella minore ma non meno raffinata della più famosa galleria omonima, in base ad un progetto di riscoperta curato da Hans-Urlich Obrist, che ha voluto portare sotto i riflettori anche l’altra Zaha Hadid, la professionista delle arti visive.

 

Così si susseguono, una dopo l’altra, le bozze dei suoi progetti più celebri, dove s’intravvedono già le straordinarie visioni urbane, le geometrie immaginifiche, le influenze costruttiviste, in una continua torsione della matematica e della matita che è un autentico omaggio alla creatività umana.

 

L’esposizione si accompagna all’edizione di un doppio volume: un libro dedicato alle memorie e ai ricordi, in bilico tra pubblico e privato, un altro che è un catalogo vero e proprio, comprendente anche From Z to A and Zaha Again di Shumon Basar, a lungo collaboratore dello studio Hadid.

 

Del resto, disegnare è l’opposto di cancellare. E il talento, quando è infinito, non si cancella.