Architettura

Autoprogettazione per il futuro dei rifugiati

Settembre 15, 2017

scritto da:

Autoprogettazione per il futuro dei rifugiati

Nel 1974 Enzo Mari riscopriva e ridava dignità alla pratica del mobile fai-da-te, lanciando sul mercato la celebre serie Autoprogettazione, comprendente diciannove pezzi, tra cui armadi e librerie, scaffali, letti, sedie e panche, spingendo verso una cultura meno consumista e più laboratoriale, quasi artigianale. 

Dopo oltre quarant’anni, la carica innovativa di Autoprogettazione torna a sorprendere il pubblico di oggi, grazie al lavoro di Cucula: Refugees Company for Crafts and Design, un marchio di arredo no-profit fondato a Berlino nel 2014 per volontà della designer Corinna Sy in collaborazione con Sebastian Däschle, Michael Wolke e Matthias Rademacher. 

L’associazione ha scelto di dare una possibilità ad un gruppo di cinque rifugiati, quella cioè di “costruirsi” letteralmente una prospettiva di futuro: sono loro, infatti, i cinque artigiani chiamati a riprodurre alcuni elementi appartenenti proprio alla collezione Autoprogettazione firmata da Enzo Mari, per loro natura semplici da realizzare. 

Particolare successo ha riscosso la sedia Ambassador, che rielabora la Sedia I di Mari ed è stata fabbricata riutilizzando pezzi di legno provenienti da alcune barche approdate sull’isola di Lampedusa: non è una caso che addirittura il Vitra Design Museum l’abbia appena inserita all’interno della sua collezione permanente. 

La collezione Cucula al completo è comunque in vendita presso lo showroom berlinese dell’associazione oppure può essere acquistata online, tramite l’apposita piattaforma web.