Architettura

Casa di Langa, il nuovo resort di lusso sostenibile in Piemonte

Luglio 27, 2021

scritto da:

Casa di Langa, il nuovo resort di lusso sostenibile in Piemonte

 

Si chiama Casa di Langa il nuovo resort di lusso sostenibile, proprietà di Krause Group, aperto di recente nell’alta Langa piemontese a partire da due edifici degli anni 2000 rimessi a nuovo, uno divenuto il resort a ferro di cavallo, l’altro, la Villa Agreste, adibito a spazio per eventi privati.

Le strutture sono state ristrutturate assecondando le ombreggiature e i materiali naturali, in armonia con il paesaggio, grazie al coordinamento di Arcadis Italia che ha collaborato con GaS Studio, Parisotto+Formenton Architetti e l’impresa esecutrice Malabaila & Arduino.

Affacciato su oltre 40 ettari di vigneti, il boutique hotel è dotato di 39 camere e suite e unisce un design che si ispira alla tradizione piemontese con una progettazione sostenibile e adeguata a soggiorni di lusso.

Laterizi, pietre, intonaci, pavimenti e tessuti sono stati scelti per declinare i colori organici delle terre e della vegetazione locale: in particolare, la Pietra di Luserna, una roccia antica che proviene dalla zona, è stata scelta insieme alla terracotta riciclabile al 100% e agli intonaci Matteo Brioni a base di terra cruda, per contribuire a migliorare il microclima degli spazi interni, mantenendo il livello di umidità costante e ottimale per tutto l’arco dell’anno.

Tutti gli elementi in legno sono poi certificati privi di formaldeide e provenienti da foreste certificate dal Forest Stewardship Council, che promuove la gestione responsabile delle foreste nel mondo.

L’asfalto utilizzato nei viottoli carrabili è quello albino, che è meno inquinante del tradizionale e richiama i colori di questa terra, così come la pietra di langa, i mattoni del cuneese e i cubetti di Luserna impiegati; i coppi dei precedenti tetti sono stati tutti recuperati e mantenuti.

Casa di Langa si è impegnata a ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente anche grazie alle attività di rimboschimento con alberi e piante autoctoni, all’introduzione di 40 alveari e alla creazione di percorsi di trekking sfruttando le vie esistenti e già utilizzate dai vignaioli.

Il progetto paesaggistico firmato da Land prevede infatti un gradiente di naturalità che, partendo dallo spazio centrale dell’edificio – più costruito -, sfuma verso l’esterno e verso le parti agricole, con interventi più rustici.

La progettazione ha puntato molto anche sull’efficientamento energetico, ponendosi come obiettivo la riduzione dei consumi e ricorrendo all’utilizzo esclusivo di fonti di energia sostenibili al 100%. Questo ha portato alla definizione di molteplici sistemi avanzati comprendono un mix di energia solare, energia rinnovabile certificata, un campo fotovoltaico e delle sonde geotermiche, funzionali al riscaldamento e al raffrescamento, di cui giovano sia il resort, sia la villa e anche la piscina.

La lotta agli sprechi della risorsa idrica è un ulteriore asset della struttura ricettiva: il 100% del consumo di acqua all’interno del resort, viene riciclato in acque grigie e dopo adeguati trattamenti di depurazione, utilizzato in tutta la proprietà e nei vigneti per l’irrigazione, integrando l’acqua proveniente dall’apposito sistema di recupero fatto di pozzi di falda e vasche di raccolta dell’acqua piovana.

L’areazione di tutti i corridoi semiaperti è poi naturale e nelle autorimesse son state installate delle colonnine di ricarica con centralina ABB per le vetture elettriche.

Dulcis in fundo, il ristorante d’eccellenza Fàula: completamente rivisto in funzione delle nuove normative Covid-19, è pensato in modo che i rifiuti della cucina vengono compostati e utilizzati nell’orto biologico per allinearsi ulteriormente con l’approccio “Km zero” e per ridurre al massimo la “Carbon footprint” degli alimenti utilizzati nell’hotel.

Perché lusso e sostenibilità possono andare più che d’accordo.