Architettura

Dove sta andando l’architettura

Gennaio 11, 2017

scritto da:

Dove sta andando l’architettura

Il mondo sta cambiando, e con esso l’architettura. Lo sottolinea Edilegno Arredo, l’associazione nazionale che rappresenta le aziende italiane di eccellenza nel settore dell’architettura d’interni facente capo a Federlegno Arredo, e lo fa dialogando con Beppe Finessi, architetto di prima grandezza e ricercatore presso il Politecnico di Milano.

 

Si fa strada nella nuova generazione di creativi e progettisti una concezione dell’abitare che guarda all’innovazione tecnologica come principale strumento per soddisfare le esigenze legate alla vita del nostro tempo:
Pensiamo alle tante necessità di architetture legate alle emergenze, flussi migratori, guerre, calamità naturali, piuttosto che al rinnovato interesse per l’housing sociale, o per altri versi – argomento ben diverso ma attualissimo – al costante interesse per il progetto dei nuovi musei o dei nuovi alberghi” racconta Finessi.

 

In secondo luogo, siamo di fronte ad una fase di esplosione creativa, in cui la sperimentazione si accompagna allo studio sui materiali, sulle superfici e sulle finiture, in un processo di continuo affinamento delle filosofie compositive:
“Basti pensare ai sempre più geniali e funambolici autori giapponesi della nuova generazione, come Sou Fujimoto o Junya Ishigami, oppure i sofisticati nuovi maestri portoghesi Aires Mateus, oppure lo spiazzante e ibrido linguaggio di Smiljan Radic, o il neo Pritzker Price Alejandro Aravena e il suo studio Elemental. Siamo giunti a un livello di ricerca impensabile fino a qualche anno fa. Gli stessi architetti hanno imparato, realmente, ad “inventarsi” i propri materiali e le proprie finiture, riscrivendo nel corso degli anni l’essenza stessa del mattone, della piastrella, del pannello di rivestimento, dell’elemento di copertura”.

 

Proprio per questo motivo, continua Finessi:
Ogni autore dovrebbe porsi il problema di trovare il proprio linguaggio attraverso una ricerca paziente, e dovrebbe arrivare a definire il proprio abaco di possibilità per un’architettura completamente personalizzata, unica.”

“Anche gli artisti che hanno riflettuto sugli spazi e sugli ambienti, producendo sculture e installazioni che per le loro dimensioni possono essere confrontate con il mondo dell’architettura, hanno regalato suggestioni che certamente hanno influenzato il mondo delle costruzioni e dell’edilizia: gli “ambienti” di Richard Serra, Michael Asher, Robert Irwin, Vito Acconci, Pedro Cabita Reis, Massimo Bartolini ed altri ancora hanno certamente offerto spunti di grande innovazione agli architetti, che li hanno fatti propri, trasformandoli in possibilità concrete”.

 

Inoltre, esiste un gruppo di nuovi designer visionari, che continuano a cambiare le carte in tavola con la loro fantasia innovativa:
Come i fratelli Bourollec, Paola Navone, Piero Lissoni, Diego Grandi, Hella Jongerius, Yoshioka Tokujin, Nendo e altri ancora, che stanno regalando una teoria di nuove suggestioni per le finiture in architettura che non avevamo mai visto. Basta prendere in mano e accarezzare i campionari delle aziende più significative per rendersi conto del grande livello a cui è arrivata la ricerca e la sperimentazione oggi. Primati che solo un paio di lustri fa sembravano irraggiungibili.”

 

Primati che tuttavia oggi sono realizzati o in corso di realizzazione, probabilmente anche grazie alla crescente consapevolezza estetica del cliente, che spinge le aziende verso una produzione “su misura”, in grado di soddisfare non solo il gusto estetico ma anche le necessità funzionali.

 

Lo conferma Massimo Buccilli, presidente di Edilegno Arredo:
“Stiamo assistendo a una nuova ondata: il design si fa sempre più popolare, vicino al cliente. Nel nostro settore la personalizzazione del prodotto è sempre stata presente. Per quanto riguarda il design puro, il processo industriale, il servizio, l’eco-sostenibilità, il risparmio energetico, sono stati fatti molti passi importanti”.

 

E in un panorama come questo la filiera Made in Italy, attenta alla qualità e al dettaglio per definizione, non può che distinguersi in positivo:
“Le aziende di Edilegno Arredo sono riuscite nell’impresa di fare apprezzare il valore creato. Oggi l’architetto trova nel prodotto italiano maggiori risposte rispetto al passato, anche per quanto riguarda i materiali. E può mettere in campo tutta la sua creatività.”