Architettura

Europe Building, le radici del continente nella nuova sede del Consiglio Europeo

Dicembre 14, 2016

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Europe Building, le radici del continente nella nuova sede del Consiglio Europeo

Le nazioni europee sono tante (e litigiose). Così tante da stare strette nel vecchio Justus Lipsius, storica e severa sede belga del Consiglio Europeo costruita a fine anni Ottanta, quando ancora si era in dodici.

 

Così, dopo otto anni dall’avvio del cantiere nel dicembre 2008 e 321 milioni di euro spesi, apre le porte al pubblico il nuovo Europe Building di Bruxelles, terminato in giugno e situato proprio accanto al palazzo istituzionale finora utilizzato per vertici e riunioni.

 

Si tratta di una particolare combinazione architettonica nata dal lavoro di un consorzio formato da tre grandi studi di progettazione, il belga Samyn and Partners, l’italiano Valle Progettazioni ed il britannico Buro Happold.

 

La superficie complessiva misura 70 646 metri quadri e un’ala dell’edificio è stata realizzata “riciclando” il Residence Palace, gioiello dell’art déco risalente agli anni ’20 che ora sarà destinato ad ospitare gli uffici del presidente del Consiglio, delle delegazioni nazionali e del segretariato generale.

 

All’interno si trovano tre grandi sale, con una capienza corrispondente a 330, 150 e 80 posti ciascuna, tutte dotate di 32 cabine per interpreti; nella sala predisposta ai vertici dei leader è centrale una gigantesca tavola rotonda, anche se la novità autentica si gioca sui colori vivaci scelti per decorare pavimenti, soffitti e porte, in un arcobaleno cromatico che va dall’indaco al giallo canarino, dal rosso ciliegia al rosa, realizzato dall’artista belga Georges Meurant.

 

Un’atmosfera concepita per ispirare energia e convivialità ai convenuti, raccolti attorno ad un’inedita “lanterna” ecologica illuminata da 374 fari led dal grande potere illuminante; sul tetto 636 pannelli solari fungono invece da serbatoio energetico mentre la climatizzazione interna è gestita da un software sofisticato, in grado di garantire bassi consumi. In quest’ottica di risparmio anche l’acqua piovana verrà raccolta per i servizi sanitari.

 

Di grande impatto il rivestimento esterno, costituito da un puzzle di oltre 3.750 finestre riciclate, provenienti dai cantieri di demolizione di quasi tutta Europa e caratterizzate da un elemento materico comune: pannelli di legno di quercia.

 

Una scelta particolare che gli architetti giustificano così:
“Li abbiamo tutti puliti, ricondizionati, verniciati e piazzati in grandi cornici di acciaio inossidabile: è un modo per promuovere il riciclaggio dei materiali, ma anche per rendere omaggio all’artigianato e alla diversità culturale europei” .

 

Un richiamo a gran voce alle radici dell’Europa in un’epoca affetta da grave sordità.