Architettura

Frederiksbjerg School, edilizia e benessere nel focus di MADE

Dicembre 23, 2016

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Frederiksbjerg School, edilizia e benessere nel focus di MADE

I luoghi in cui viviamo condizionano in modo rilevante il nostro equilibrio psico-fisico: per questo è importante abitare ambienti pensati per porsi in armonia con le nostre esigenze fisiche e mentali, favorendo una complessiva sensazione di benessere.

La necessità di costruire edifici dall’impatto positivo è uno degli obiettivi su cui si concentra l’Osservatorio MADE Expo, anticipando i temi che saranno al centro dell’omonimo salone internazionale in corso tra l’8 e l’11 marzo 2017 negli spazi espositivi di Rho Fiera Milano.

Luminoso esempio nordeuropeo di questa rinnovata concezione dell’edilizia è senza dubbio la Frederiksbjerg School, progettata nella città danese di Aarhus dallo studio Henning Larsen Architects, la prima scuola in Danimarca a rispondere ai dettami stabiliti dalla riforma scolastica del 2013, in base ai quali movimento e sensazioni vanno riconsiderati come autentica fonte di apprendimento, interpretando la spazialità secondo valori di apertura e comunità.

Al fine di creare un ambiente formativo adattabile e senziente, l’edificio offre agli studenti una grande varietà di spazi caratterizzati da differenti gradi di illuminazione e matericità, in modo tale da stimolare sia le attività fisiche sia quelle cognitive.

 

Il complesso si sviluppa intorno a un grande atrio centrale condiviso, suddiviso in 40 aree, dove vengono incoraggiati gesti e movenze che vanno dallo sport al gioco; ognuna di esse è studiata per rispondere alle esigenze e ai livelli di comprensione di gruppi di bambini di età differenti.

Accanto a questo primo settore, sono state create aree più piccole e raccolte, concepite per favorire lo studio e la concentrazione individuali.

Il tetto, i terrazzamenti e lo spazio esterno della scuola sono stati pensati e realizzati come ideale prolungamento nel panorama urbano delle attività di insegnamento e sono stati attrezzati sia come playground, sia con sedute e arredi per ospitare workshop all’aria aperta, favorire il relax e fungere da spazi pubblici al di fuori degli orari di apertura della struttura, costruendo in questo modo una connessione col tessuto sociale del quartiere.

A rimarcare il legame con quest’area della città, i mattoni che rivestono la facciata dell’edificio sono stati recuperati in larga parte da edifici storici del vicinato, ponendo così anche l’accento sulla sostenibilità ambientale ed economica dell’intervento.

Un progetto che si configura come modello per il futuro dell’edilizia scolastica, e non solo.