Giardini di Castel Trauttmansdorff, una serra per evocare i monti Giardini di Castel Trauttmansdorff, una serra per evocare i monti
Architettura

Giardini di Castel Trauttmansdorff, una serra per evocare i monti

Scritto da Redazione |

29 Aprile 2016

Sono trascorsi circa 15 anni da quando, nel giugno 2001, sono stati inaugurati i Giardini di Castel Trauttmansdorff nei pressi della piccola Merano, uno tra i centri più vitali del nostro paesaggio alpino che ha voluto così creare una delle più belle oasi naturali del Nord Italia, in cui oltre 400 000 visitatori all’anno partecipano ad eventi, percorsi didattici o semplicemente si recano per passare una giornata di relax in mezzo alle bellezze naturali del luogo.

 

Per celebrare l’anniversario quindicennale dell’apertura, i Giardini hanno voluto dotarsi di una grande e scenografica serra, che potesse ospitare piante tropicali e un terrario per formiche e lucertole, affidando il progetto all’architetto Ivo Kuhen Belasi con un mandato preciso: garantire un inserimento armonioso della struttura all’interno del contesto naturale circostante, già ben consolidato, e offrire ai visitatori un vero e proprio spettacolo visivo, sia alla luce del giorno che nelle ore notturne.

 

Ne è nato un progetto architettonico straordinariamente innovativo, dall’impianto discontinuo in cui le forme geometriche si armonizzano creando un vero e proprio gioco a incastro, ottenuto ricorrendo alla modellazione in 3D; tutti gli elementi, che possono arrivare a pesare fino a tre tonnellate, presentano caratteristiche diverse gli uni dagli altri per sezione e dimensione, il che ha richiesto un sofisticato studio dei valori costruttivi e strutturali, portando verso la scelta di ricorrere ad uno scheletro portante in acciaio.

 

La struttura in acciaio, che pesa complessivamente 80 tonnellate ed è stata saldata in opera per evitare bullonature a vista, è costituita da travi a cassone innestate sui muri perimetrali costituite da pannelli in acciaio di differente spessore e sezione saldati a spigolo vivo. L’impiego massiccio di materiale metallico imposta tuttavia un dialogo proficuo con il vetro delle facciate, extrachiaro e antiriflesso, la cui posa in pendenza ha necessitato dell’intervento di operai in corda.

 

La regolazione climatica è garantita inoltre da innovative protezioni solari a rullo, mentre un sistema motorizzato rappresenta la base per il funzionamento dell’impianto di ventilazione naturale. Una natura rispettata e citata, quella delle valli di Merano, visto che l’aspetto frastagliato e irregolare della serra tra ispirazione proprio dalle cime montuose del Gruppo di Tessa, un catena nelle vicinanze.

 

Una visionaria soluzione architettonica per valorizzare quello che nel 2005 è stato eletto il parco più bello d’Italia, così da continuare ad arricchirlo, fino a trasformarlo in un vero e proprio angolo di paradiso sulla Terra.

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