Hollow, la foresta delle foreste a Bristol Hollow, la foresta delle foreste a Bristol
Architettura

Hollow, la foresta delle foreste a Bristol

Scritto da Redazione |

27 Giugno 2016

All’Università di Bristol, in Inghilterra, è stata appena inaugurata la nuova sede destinata ad ospitare la facoltà di scienze naturali, e l’inaugurazione è avvenuta in grande stile. Infatti, in occasione dell’evento, negli storici Royal Fort Gardens, l’artista Katie Paterson, in collaborazione con lo studio d’architettura Zeller & Moye, ha realizzato una straordinaria installazione costruita impiegando migliaia di pali di legno, provenienti da circa 10 000 specie arboree differenziate.

 

L’opera d’arte, aperta al pubblico, si chiama Hollow e si presenta come una sorta di caverna contemporanea, al cui interno è possibile accedere grazie ad una piccola apertura: una volta dentro, i visitatori si trovano al cospetto di una vera e propria storia del pianeta e del suo universo arboreo, con campioni lignei di ogni genere ed periodo, da quelli pietrificati in fossili appartenenti alle antiche foreste di epoca primordiale agli esemplari delle specie più recenti.

 

Alcuni degli alberi chiamati in causa sono rarissimi, altri sono celebri per il loro aspetto spettacolare, come il Cedro del Libano, uno è addirittura tra i più antichi del mondo, il Methuselah Tree, quasi 5000 anni di età. Ci sono poi pezzi di legno che hanno un valore storico e civile, come quelli provenienti dalla Panama Canal Railway o i resti del pontile di Atlantic City spazzato via dall’uragano Sandy nel 2012.

 

La struttura esterna, che si richiama all’idea della foresta, termina in cima con un’apertura tramite la quale filtra la luce naturale, come se ci si trovasse davvero all’ombra di una fitta chioma verde. Una miniatura di tutte le foreste del mondo concepita per diventare anche spazio meditativo, progettato dagli architetti per riunire legname di ogni forma e dimensione e produrre così un mosaico di materiali, come in una grotta di stalagmiti e stalattiti.

 

Un progetto ecologico, che invita alla riflessione sulle risorse immense (e fragili) del nostro meraviglioso Pianeta.

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Fotografie di Max McClure

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