Architettura

Il nuovo campus della Bocconi

Marzo 28, 2017

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Il nuovo campus della Bocconi

 

Grandi manovre in zona Bocconi. In parte grazie ai fondi provenienti dal MIUR, in parte a seguito di un prestito di 70 milioni da parte della Banca Europea, ma soprattutto in virtù di investimenti a carico dello stesso Ateneo, la blasonata Università milanese si doterà molto presto di un vero e proprio campus, il cui progetto è stato affidato allo studio di architettura giapponese Sanaa.

 

Il primo passo è la realizzazione una nuova residenza di dieci piani destinata a studenti e visiting professor nell’area dell’ex Centrale del latte, per un totale di 300 posti letto che dovrebbero essere disponibili per settembre 2018.

Inoltre sono appena iniziati i lavori in quello che sarà il Campus Sud e che ospiterà la nuova sede della Sda School of Management, da ultimarsi entro settembre 2019: tre volumi distinti ma collegati, rispettivamente dedicati ai master, agli executive program e agli uffici di facoltà, questi ultimi comprendenti sia gli studi dei docenti sia i quadri tecnico-amministrativi.

Nel mese di marzo si è aperto anche il cantiere del nuovo recreation center, che sarà inaugurato nel 2019 e ospiterà due piscine (una olimpionica e una da 25 metri), una fitness room, due campi per pallavolo e pallacanestro, una pista da corsa coperta e infine uno spazio destinato alle attività culturali sotto la gestione degli studenti.

 

L’obiettivo primario è certamente quello di soddisfare le esigenze della comunità attiva in Bocconi, offrendo un ventaglio di opportunità che spazino dallo studio, al lavoro, al tempo libero, ma l’intervento rappresenta anche una grande risorsa per l’intera area urbana.

Infatti, il progetto considera innanzitutto la realizzazione di un grande parco pubblico (dunque aperto a tutti), e inoltre la Bocconi si farà carico di uno straordinario lavoro di riqualificazione della zona, attraverso la valorizzazione del parco Ravizza, la ristrutturazione di piazza Sraffa, la pedonalizzazione di via Sarfatti e via Bach, quest’ultima da trasformare in prato.

 

Un’occasione per l’Università ma anche per la città.