Architettura

Il potere dell’esclusività: l’universo delle SPA raccontato dall’architetto Silvia Giannini

Novembre 2, 2016

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Il potere dell’esclusività: l’universo delle SPA raccontato dall’architetto Silvia Giannini

Quando in Italia si parla di sinergia tra architettura e benessere, il primo nome che viene in mente è quello di Silvia Giannini. Architetto di esperienza consolidata, da sempre impegnata nel settore spa&wellness, i suoi studi l’hanno portata a lavorare sul concetto di integrazione tra progettualità design e marketing imprenditoriale, in un quadro complessivo che mira alla creazione di spazi esclusivi completamente sintonizzati sulle esigenze del cliente. Contaminazione ed entusiasmo sono i cardini del suo impegno creativo, in una sequela di successi coronati da numerosi riconoscimenti ufficiali. Un impegno che continua anche oggi e si proietta sulle sfide del futuro, perché il progetto di cui Giannini va più orgogliosa è quello ancora da creare.

 


Partendo dalla sua esperienza nel campo della progettazione di ambienti commerciali e imprenditoriali legati al settore benessere, quali ritiene che siano le tendenze più attuali per quanto riguarda la realizzazione di SPA e strutture ricettive?

“Credo che in entrambi i casi la parola chiave sia unicità. L’Hotel e la Spa si scelgono per l’esperienza unica che possono lasciare. Nella Spa, in particolar modo, questo si traduce nella creazione di spazi esclusivi da vivere in due, o in un piccolo gruppo di persone: l’esclusività è il nuovo lusso, quindi sono molto richieste le Private Spa, dove si possono vivere esperienze di idromassaggi, sauna, bagno turco e trattamenti in uno spazio riservato. Più che parlare di tendenze attuali per la ricettività, secondo me, potrebbe essere interessante parlare di cosa sarà in futuro, per una popolazione mondiale che nei prossimi anni aumenterà la propria età: pensare a un hotel per un utente tecnologico e dinamico, ma con esigenze di spazio e movimento più comode, dove il tema benessere debba essere integrato a 360°, sia come progettazione degli spazi che come servizio aggiunto”.

 


Che cosa significa per lei fare innovazione? Come applica questo concetto nel suo lavoro di architetto?

“Mi piace l’idea di contaminazione: attingere da altri ambiti e portarli, reinterpretandoli, nella ricettività e nel benessere, così da poter ritrovare temi noti e familiari in luoghi inaspettati”. 

 

Quanto è importante trovare un equilibrio tra estetica design ed esigenze commerciali e/o imprenditoriali? I due aspetti sono separati o si compenetrano l’uno con l’altro?

“I due aspetti sono profondamente connessi. Il design deve essere a servizio del marketing, per creare una storia che emozioni, che diventi il punto di forza e di caratterizzazione della struttura. Oltre a questo, design ed esigenze commerciali devono essere connessi anche da un altro punto di vista: il design deve essere lo strumento per realizzare progetti emozionali legati ad un budget che abbia un senso imprenditoriale”.

 


Un progetto di cui va particolarmente orgogliosa?

“Sono quelli in fase di studio e realizzazione e quelli ancora da creare. In questo momento stiamo progettando il Planet Village di Lugano: 8000 mq di spazio dedicato al fitness e al benessere, in cui tutto gira intorno al green concept, ed il centro di riabilitazione cardiologica per UPMC a Chianciano Terme: conciliare aspetti terapeutici con brand, funzionalità e design è stata una bellissima sfida. Da qualche anno stiamo sviluppando la collaborazione di un gruppo di architetti con sedi dislocate su varie parti d’Italia (Bergamo – Roma – Pistoia -Venezia) per progetti legati al mondo del fitness, benessere e hotel: WELLNESS 7.0 (Bergamo – StudioRal 3020, Roma – Anna Palucci architetto, Pistoia – Silvia Giannini architetto, Venezia – A70 Studio). Questi due progetti sono frutto delle sue sinergie”.

 


Quali prospettive per il futuro? Qual è il suo prossimo obiettivo?

“Sviluppare sempre più la ricerca del progetto imprenditoriale, moltiplicare i progetti all’estero e puntare sulla creazione di un team affiatato per progetti sempre più prestigiosi. L’entusiasmo e l’energia in gioco sono moltissimi, credo siano un buon presupposto!”.