In Israele nuovi laboratori per l’Istituto di Biotecnologia In Israele nuovi laboratori per l’Istituto di Biotecnologia
Architettura

In Israele nuovi laboratori per l’Istituto di Biotecnologia

Scritto da Redazione |

27 Aprile 2016

L’oggi è solo una tappa sulla strada verso il domani. Lo sanno bene scienziati e ricercatori, persone che dedicano la vita a plasmare per noi un futuro migliore. Attività lodevole e fondamentale che certamente può trarre linfa vitale dall’essere svolta in ambienti che quello stesso futuro lo evocano, lo rappresentano.

 

In Israele, nella parte sudoccidentale del campus universitario Ben Gurion, lo studio Chyutin Architects ha dato corpo a questa esigenza realizzando i nuovi laboratori dell’Istituto Nazionale di Biotecnologia, un complesso di grande impatto estetico che vuole proporsi come contesto ideale nel quale lavorare per il benessere dell’umanità, trovando sempre nuovi stimoli anche a partire dallo spazio circostante.

 

L’edificio è organizzato su quattro livelli: il piano terra è pensato come area pubblica, in cui sono ubicati la hall, l’auditorium, un punto di ristoro e la sala riunioni; ai piani superiori hanno invece trovato posto i laboratori veri e propri e gli spazi dedicati esclusivamente a coloro che svolgono attività di ricerca. Gli ambienti, specialmente quelli del primo livello, si caratterizzano per un senso di continuità e apertura, in modo da favorire le interazioni tra gli scienziati, incentivando la condivisione delle conoscenze.

 

Al pianoterra la facciata prevede un’alternanza di pannelli in vetro trasparente e pareti in calcestruzzo a vista che riprendono lo stile degli altri blocchi costruttivi del campus, ai quali il nuovo edificio si collega mediante un passaggio coperto. L’impiego su vasta scala del vetro permette la canalizzazione e lo sfruttamento delle fonti di luce naturale e d’altro canto stabilisce una relazione di interconnessione tra spazio interno e ambiente esterno, valorizzato dalla presenza di un giardino, la cui vegetazione produce un effetto rigenerante.

 

Una sorta di atrio sopraelevato open air, di forma quadrata, costituisce il perno attorno al quale sono distribuiti i locali dei piani superiori, particolarmente funzionali in quanto basati su principi di modularità e flessibilità che garantiscono un ampia possibilità di adeguamento delle strutture alle necessità dei ricercatori.

 

Ecco dunque uno spazio duttile e armonioso capace di porsi come polo di sviluppo e progresso nel cuore dell’università, un centro in cui convogliare le energie che elaborano e sperimentano il nostro futuro.

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Fotografie di Amit Geron, Dan Chyutin

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