Architettura

L’ex Area Expo si trasforma: il progetto di Carlo Ratti Associati

Dicembre 11, 2017

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L’ex Area Expo si trasforma: il progetto di Carlo Ratti Associati

Che cosa diventerà la grande area in periferia di Milano dove nel 2015 tutto il mondo è passato per visitare l’Esposizione Universale 2015? Finalmente questa domanda ha la risposta che le spetta. 

Lo studio Carlo Ratti Associati (CRA) e il gruppo australiano di real estate Lendlease si sono infatti appena aggiudicati il concorso internazionale per la trasformazione e riqualificazione della zona, grazie a un masterplan che prevede lo sviluppo di un Parco della Scienza, del Sapere e dell’Innovazione esteso su un sito di oltre 1 milione di metri quadrati. 

L’obiettivo è quello di creare una sorta di città-giardino avanguardistica che sia anche un hub dell’innovazione capace di includere uffici, centri di ricerca, facoltà universitarie, residenze e spazi culturali, aree per l’agricoltura urbana e addirittura il primo quartiere al mondo progettato per veicoli a guida autonoma. 

Il progetto punta in questo modo a stabilire nuovi parametri per i processi di trasformazione urbana, pianificando lo sviluppo di un quartiere verde dotato di spazi pubblici vitali e realizzando un approccio open source, cioè aperto e inclusivo: gli edifici dell’area potranno ad esempio essere riconfigurati e cambiare la propria destinazione adattandosi ai bisogni di chi li abita. 

Scendendo nello specifico, tra i punti di forza del progetto si annovera il nuovo Parco Lineare, lungo oltre 1500 metri e pensato per sostituire il famoso Decumano di Expo 2015: sarà un parco tra i più grandi d’Europa e il vero centro nevralgico della vita cittadina. 

Ma l’innovazione non si ferma qui, perché l’ex area Expo vuole diventare il primo quartiere al mondo progettato per la Self-Driving Mobility, ossia per auto che si guidano da sole, il tutto grazie ad un graduale programma di conversione degli spazi e delle strade, a partire dal Decumano stesso; in questo tipo di contesto, inoltre, condividere un veicolo diventerà sempre più frequente, riducendo il numero di automobili in circolazione, consentendo il miglioramento della qualità ambientale e anche la nascita di nuove opportunità di impresa e di lavoro. 

Infine il Common Ground: per rendere ancora più frequentati e vivi gli spazi pubblici, sarà realizzato uno spazio a livello strada alto due piani, che si snoda lungo tutta l’area e su cui si alterneranno piazze e aree pedonali, orti e giardini, negozi, laboratori ed edifici a corte, in uno scambio continuo tra ambienti aperti e chiusi, pubblici o più raccolti. 

Un vero e proprio appuntamento con il futuro che Milano non ha nessuna intenzione di mancare.