Architettura

Le Corbusier Patrimonio dell’Umanità secondo l’UNESCO

Luglio 20, 2016

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Le Corbusier Patrimonio dell’Umanità secondo l’UNESCO

“Un approccio innovativo che ha influenzato profondamente il XX secolo, cercando di rispondere alle esigenze della società moderna.”

 

Con questa frase l’Unesco ha espresso le motivazioni che hanno portato ad inserire le opere dell’architetto di origine franco-svizzera Le Corbusier tra quelle considerate Patrimonio dell’Umanità.

 

Charles Edouard Jeanneret Gris (questo il suo vero nome), architetto, designer, pittore, maestro dell’urbanistica, padre del Movimento Moderno e pioniere del calcestruzzo armato impiegato per le costruzioni, con l’essenzialità delle forme, la rigorosa razionalità delle linee e dei volumi, con il suo approccio semplice e funzionalista ha contribuito in maniera decisiva a modificare il nostro modo di vedere e di vivere l’architettura, rivoluzionando per sempre l’aspetto delle case e degli altri edifici, tanto all’esterno quanto all’interno.

 

Oggi, l’Unesco riconosce a ben diciassette dei suoi lavori, realizzati lungo 50 anni di attività in ogni angolo del mondo (per la precisione, Belgio, Argentina, Giappone, India, Francia, Svizzera e Germania), il merito di aver creato “un nuovo linguaggio architettonico, in grado di rompere con il passato” e di generare nuovi ideali di progettazione, nuovi universi di visione.

 

Nell’elenco stilato dalle Nazioni Unite compaiono alcune delle opere memorabili di Le Corbusier, tra cui la Citè Radieuse di Marsiglia, il National Museum of Western Art di Tokyo, la Casa Curuchet di La Plata e il Complexe di Capitole a Chandigarh in India.

 

Un’impronta indelebile quella lasciata da Le Corbusier nella storia dell’edilizia di tutti i tempi, che trova finalmente una giusta celebrazione da parte di quella società contemporanea di cui lui stesso ha collaborato a porre le fondamenta.