Museo d’Arte di Pingtan, come ridisegnare un’isola Museo d’Arte di Pingtan, come ridisegnare un’isola
Architettura

Museo d’Arte di Pingtan, come ridisegnare un’isola

Scritto da Redazione |

05 Maggio 2016

Ai cinesi, l’abbiamo capito, piace fare le cose in grande. Così, quando il paese asiatico, che di gigantismo ne sa sicuramente qualcosa, ha deciso di dotarsi di un polo d’arte e cultura capace di assumere rilevanza internazionale, anche e soprattutto da un punto di vista commerciale, la scelta è stata immediata: destinare al progetto un’intera isola, tra le più grandi della Cina, quella di Pingtan, situata nelle vicinanze di Taiwan.

 

Lo studio d’architettura MAD, formato da un team di architetti cino-americano, ha dunque curato la costruzione del grande Museo d’Arte di Pingtan, pensato per coprire una superficie di ben 40 000 metri quadri, ospitare oltre 1000 opere e diventare la più grande istituzione museale privata della nazione.

 

I lavori, che termineranno nel corso del 2016, vedranno nascere una sorta di “duplicato” dell’isola stessa, dal momento che la struttura sarà collocata entro uno specchio d’acqua al centro di Pingtan City e le linee dell’edificio si richiameranno alle dolci ondulazioni delle colline isolane.

 

Il complesso sarà collegato alla provincia cinese di Fujian tramite un ponte che consentirà la circolazione delle persone, con l’intenzione di rendere il museo uno spazio d’incontro e interazione tra i visitatori, in cui passeggiare, rilassarsi, godersi lo spettacolo dell’arte. Non è un caso infatti che siano previsti, oltre agli ambienti che ospiteranno le collezioni permanenti e le mostre temporanee, anche una sala da tè, un ristorante e alcune aree laboratoriali.

 

I materiali impiegati per l’edificazione del museo vogliono richiamarsi al passato dell’isola, un tempo popolata da villaggi di pescatori. Per questo motivo, tra le soluzioni costruttive adottate, figura anche il ricorso ad un’originale miscela di sabbia e conchiglie raccolte in loco, sottolineando in tal modo una crescente attenzione all’impatto ambientale delle architetture.

 

Quello che si prospetta è dunque un edificio dal volto fluttuante, in cui il colore bianco dominante evoca l’immagine di una perla in mezzo all’oceano, accordandosi con lo sguardo futuristico e coraggioso che è proprio della nuova Cina.

Questo articolo parla di:

Fotografie di MAD Architects

Precedente

Miguel Arruda, la biblioteca che punta in alto

Successivo

West 57, un progetto danese per il cuore di Manhattan

Le nuove finiture metalliche di antoniolupi
Design

Le nuove finiture metalliche di antoniolupi

antoniolupi presenta le nuove finiture preziose pensate per arricchire le iconiche collezioni in Flumood del brand: il calore...

Slowear18, il mixology bar incontra il fashion store
Architettura

Slowear18, il mixology bar incontra il fashion store

Situato nel cuore di Milano (Via Solferino 18) e progettato dallo studio italiano Visual Display, Slowear18 è una nuova...

WallPepper e PEIA Associati, il progetto per le Nazioni Unite
Design

WallPepper e PEIA Associati, il progetto per le Nazioni Unite

Lo studio di architettura PEIA Associati ha di recente completato il restyling della prestigiosa Sala XIX delle Nazioni Unite a...