Architettura

Nuovo minimalismo a New York

Ottobre 4, 2016

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Nuovo minimalismo a New York

Si sa, New York non dorme mai. Traffico, luci, folla concitata per le strade sono il volto della città, l’anima di un luogo diventato leggendario proprio in ragione della sua vitale frenesia. Per chi sceglie di abitarci, allora, diventa ancora più importante riuscire a ritagliarsi un’oasi di pace quotidiana, lontano dalla confusione cittadina.

 

Obiettivo raggiunto per il produttore americano George Fares, stabilitosi nell’esclusivo quartiere di Chelsea in un edificio costruito nel 1860 e che di quell’epoca affascinante conserva ancora alcune tracce di stile, come le porte ad arco, i camini, gli stucchi sui soffitti altissimi.

 

Uno spirito retrò preservato e valorizzato dal sapiente intervento dell’architetto Julian King, che ha voluto una formula abitativa basata sull’abbattimento delle barriere spaziali e sulla centralità del suggestivo giardino segreto.

 

La casa, organizzata su due livelli, scombina le convenzioni posizionando la zona notte al piano terra e la zona giorno al primo piano, unificate dal dominante total white, in una ricerca di luce che si estende anche al pavimento realizzato con assi di pino sbiancate.

 

Essenzialità ed eleganza qualificano ogni spazio, dalla grande sala da pranzo affacciata sul giardino, che ha sostituito l’antica camera da letto e ora collega in modo fluido cucina e soggiorno, alla camera da letto proiettata sull’esterno grazie all’introduzione di una parete completamente vetrata.

 

In un quadro di minimalismo puro fanno tuttavia capolino opere d’arte e icone design, come le sedie di Arne Jacobsen e quelle firmate da Hans Wegner, o ancora il tavolino di Arik Levy per Molteni; i cuscini stampati, gli arredi su misura e i termosifoni a vista aggiungono un tocco di originalità a questa nicchia di charme nascosta nella Grande Mela.